13 novembre 2019
Aggiornato 22:30
Per far presto basta una gita all'estero

Cresce il turismo del divorzio

AMI: Italiani stanchi delle nostre leggi e dei tempi biblici. All'estero è possibile divorziare subito senza passare per la fase della separazione

ROMA - Crescono in Italia i turisti del divorzio, per avere un divorzio breve, infatti basta una gita all'estero e il gioco è fatto: è la denuncia dell'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell'Ami, Associazione avvocati matrimonialisti italiani.

«Mentre il legislatore italiano sta decidendo sul varo del 'divorzio breve', tra un mare di polemiche e contrapposizioni i nostri compatrioti stanno ingrossando il fenomeno tutto italiano del turismo divorzile», sottolinea Gassani, e chiarisce: «Gli italiani sono stanchi delle nostre leggi e dei tempi biblici per ottenere il divorzio nel loro Paese. All'estero è possibile divorziare subito senza passare per la fase della separazione. In media in Italia quando la coppia è d'accordo su tutto (casa, mantenimento e affidamento dei figli) per ottenere il divorzio, devono passare almeno quattro anni. Quando invece vi è un conflitto e vi sono sbocchi in appello e in Cassazione si arriva ad attendere dagli otto ai dodici anni per ottenere lo stato libero».

I dati sono «allarmanti», e - spiega l'Ami - specie in Romania si stanno moltiplicando vere e proprie agenzie, legali, che invitano gli italiani a divorziare all'estero. Secondo l'Ami, il costo dell'operazione in Romania è di circa 3500 euro, in Spagna euro 7000, in Francia 13.000, in Inghilterra 15.000. In Romania in particolare ci sono «i pacchetti tutto compreso». Le agenzie, con una spesa di 4000 o al massima 4500 euro si occupano di tutto: viaggio, soggiorno, pratiche per chiedere la residenza in loco per il periodo necessario al divorzio, assistenza legale, interprete. E «si calcola che negli ultimi sette anni circa 9.000 coppie hanno adito il giudice straniero per ottenere il divorzio, ma i numeri sono destinati ad aumentare perché in Italia 4 coppie su 10 finiscono in Tribunale».