25 aprile 2024
Aggiornato 09:00
Il M5S denuncia le manovre in Parlamento per proteggere i disonesti

Cappelletti: Fi boicotta l'anticorruzione apertamente. Il Pd dietro le quinte

Enrico Cappelletti, intervistato al DiariodelWeb, spiega i tanti ostacoli che ancora incontra il ddl anticorruzione. Dal tenace ostruzionismo di Forza Italia - che si dimostra contraria a qualsiasi tentativo di rendere più severe le norme sulla corruzione -, all'indecisione del governo, che continua a presentare emendamenti attenuativi per superare l'opposizione del partito dell'ex Cav

ROMA«Questa settimana deve essere la settimana decisiva. Questi giorni, le prossime ore, devono essere decisivi. La discussione non è semplice, però adesso bisogna stringere i bulloni, chiudere definitivamente, andare in aula, cominciare a votare e consentire al Paese di avere finalmente una legge anticorruzione all’altezza dei problemi che questo Paese ha avuto ed ha ancora». Queste, le parole del Ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina, intervistato su Sky tg24 in merito alla legge anticorruzione. La settimana decisiva, dunque: lo ha affermato anche Grasso. Eppure, secondo Enrico Cappelletti, senatore del Movimento Cinque Stelle, gli ostacoli da rimuovere in Parlamento sono ancora potenzialmente enormi. E possono riassumersi in quattro parole: ostruzionismo di Forza Italia. «Oggi alle 17.30 è convocata la Commissione per discutere del ddl anticorruzione», fa sapere il senatore ai microfoni del DiariodelWeb. «Dovremo vedere se ci sono novità dal punto di vista dell'emendamento sul falso in bilancio di origine governativa, che è stato diffuso sotto forma di bozza dalla stampa già da tempo, ma non formalizzato dalla Commissione competente», dichiara l'onorevole pentastellato. 

EMENDAMENTO GOVERNATIVO SUL FALSO IN BILANCIO? UN CONTENTINO A FI - Da settimane, del resto, dura ormai «l'ostruzionismo di Forza Italia. E' un ostruzionismo che sembrerebbe partire dalla fase finale del provvedimento,  ma che in realtà è iniziato due anni fa con una serie di interventi volti a ritardare la discussione e l'approfondimento di questo provvedimento in Commissione. Quindi», osserva lapidariamente Cappelletti, «nulla di nuovo sotto il sole». Il senatore dichiara di non sapere ancora se la presentazione dell'emendamento governativo sul falso in bilancio «risponda alla necessità di porre fine all'ostruzionismo del centrodestra; può anche darsi che sia solo una risposta all'attività ostruzionistica che voleva rimandare la discussione del provvedimento». Già, perché, spiega il senatore pentastellato, l'emendamento governativo risulta comunque meno efficace della normativa prevista originariamente. «La proposta del governo è atta a smantellare l'ipotesi normativa che si è sviluppata in Commissione. Sarebbe stata molto più incisiva la previsione di falso in bilancio discussa in Commissione, che non l'ipotesi emendata, che prevede, tra l'altro, soglie di non punibilità vergognose - peraltro già presenti nel nostro ordinamento e volute da Silvio Berlusconi -»

DOMANI SI VEDRÀ CHI DAVVERO VUOLE SCONFIGGERE LA CORRUZIONE - In ogni caso, Cappelletti sottolinea che «finalmente, dopo tante pressioni del solo Movimento Cinque Stelle, il Presidente del Senato Grasso si è deciso a fissare per domani la data di discussione del provvedimento, a prescindere dall'ultimazione o meno dei lavori della Commissione. Commissione dove», denuncia Cappelletti, «continua però  l'ostruzionismo di Forza Italia, motivo per cui forse si arriverà in Aula senza relatore. E a me va benissimo, perché arriveremo comunque a votare questo provvedimento, e mostreremo ai cittadini chi è favorevole a votare una norma che vuole contrastare il fenomeno della corruzione nel nostro Paese, e chi invece persegue l'obiettivo esattamente opposto. Esattamente opposto», ripete Cappelletti, come a voler sottolineare il fatto che, finalmente, domani - comunque vadano le cose - perlomeno si giocherà a carte scoperte. «Se invece il governo presentasse finalmente questo benedetto emendamento in Commissione, come è giusto che sia, e questo atteggiamento ostruzionistico di Forza Italia venisse meno, si potrebbe essere nelle condizioni di terminare i lavori, e di arrivare in Aula questa settimana con il testo base, sul quale, inizialmente c'era anche una convergenza abbastanza ampia in Commissione». Insomma, Cappelletti sottolinea che comunque vada, con o senza relatore, indipendentemente dalla discussione emendamento, «faremo vedere agli italiani chi è favorevole e chi contrario al provvedimento anticorruzione»

FI SEMPRE E COMUNQUE CONTRARIA AL DDL - Ciò che, però, al senatore più preme sottolineare è la «situazione del tutto paradossale della Commissione. Quando si è parlato, ad esempio di aumentare le pene per i reati corruttivi, c'è stata una levata di scudi da parte di Forza Italia, che ha sostenuto che aumentare le pene non ridurrebbe l'incidenza della corruzione nel nostro Paese, ma potrebbe anche aumentarla. Ipotesi bizzarra», commenta Cappelletti, «ma ne prendiamo atto. Allora», prosegue, «abbiamo suggerito di mettere le mani nelle tasche dei corrotti. Ci sono delle previsioni normative che obbligherebbero coraggiosamente alla restituzione di un importo pari al valore della corruzione». Ma neppure questa ipotesi è piaciuta a Forza Italia. Questa volta, il rischio paventato è quello che, così facendo, si scoraggi i corrotti a recarsi dal giudice a rendere testimonianza dell'evento corruttivo. A quel punto, il M5S ha suggerito di «implementare una DASPO per i corrotti: cioè, nel momento in cui vengono definite delle precise responsabilità penali in capo a taluno, costui, d'ora in avanti,  non potrà più contrarre con la pubblica amministrazione». Ancora una volta, la proposta ha provocato l'ennesima levata di scudi di Forza Italia e di tutti i partiti satelliti, che si sono detti contrari a un provvedimento accessorio a una sanzione penale «tanto severo», nei confronti di soggetti «che si sono compromessi entrando nell'illecito, ma che, evidentemente, per Forza Italia non avrebbero commesso un reato poi così grave». Insomma, sottolinea Cappelletti, «comunque la si giri, c'è una fetta importante di Commissione, che rappresenta, comunque, numerosi cittadini italiani, che è contraria a contrastare fenomeni corruttivi in qualsiasi caso e con qualsiasi modalità di intervento». Tale intenzione, secondo il senatore pentastellato, «è palese nel caso di Forza Italia. Mi risulta invece più difficile capire quanto questo gruppo riesca a influenzare le scelte del governo, ma sicuramente lo fa in maniera sostanziale». Lo dimostrerebbe il fatto che «il governo interviene sempre proponendo emendamenti che riducono la portata di efficacia della norma che è in discussione», come nel caso del falso in bilancio. E questo, per Cappelletti, «la dice lunga su come andranno i lavori anche questa settimana». Settimana che, sì, molti ritengono decisiva, ma che forse, per il senatore Cinque Stelle, lo sarà soltanto nel dimostrare quanto larga sia, ancora oggi, la fetta di politici che, proprio, un provvedimento anticorruzione serio e severo non lo vuole.