15 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Il M5S, dalla parte degli agricoltori, difende il Made in Italy

Il «parmigiano» si ribella: «Il governo non ci difende»

La crisi fa più danni del terremoto del maggio 2012. E' stata chiusa una stalla su quattro, impegnata nella produzione del latte per il Parmigiano Reggiano. Ne consegue la perdita drammatica di migliaia di posti di lavoro negli allevamenti e nei caseifici. L'On. Filippo Gallinella, parlamentare del M5S, è intervenuto ai microfoni di DiariodelWeb.it.

ROMA - La crisi fa più danni del terremoto del maggio 2012. E' stata chiusa una stalla su quattro, impegnata nella produzione del latte per il Parmigiano Reggiano. Ne consegue la perdita drammatica di migliaia di posti di lavoro negli allevamenti e nei caseifici. E' quanto emerge dal «Dossier sul mercato del Parmigiano Reggiano, tra crisi ed opportunità», presentato dalla Coldiretti nel corso della prima mobilitazione in piazza del popolo del Parmigiano, con migliaia di produttori, casari, stagionatori, gastronomi e consumatori.

A RISCHIO 4 MILIARDI DI FATTURATO E MIGLIAIA DI LAVORATORI - Secondo i calcoli di Coldiretti, c'è un sistema produttivo che vale complessivamente quasi 4 miliardi di fatturato, con circa 3,2 milioni di forme prodotte ogni anno, che si trova sull'orlo del tracollo: il Grana Padano si colloca al vertice delle produzioni italiane tutelate dall'Unione Europea, con un volume di affari che vale 1,5 miliardi al consumo nazionale e 530 milioni all'export; mentre il Parmigiano Reggiano si colloca al secondo posto, con 1,5 miliardi al consumo nazionale e 460 milioni all'export. Numeri da capogiro che il governo dovrebbe preoccuparsi di preservare. Nell'ultimo anno, secondo i calcoli dell'associazione, il prezzo pagato ai produttori di Parmigiano Reggiano è diminuito del 20% nel giro di dodici mesi, passando dai 9,12 euro del gennaio 2014 ai 7,31 euro di fine dicembre 2014. Per difendere il formaggio italiano più conosciuto nel mondo, a tre anni dal terremoto che ha rovesciato a terra centinaia di migliaia di forme e distrutto stalle, caseifici e magazzini, Coldiretti ha radunato tutti i protagonisti del settore del Parmigiano Reggano in una manifestazione tra modernità e tradizione, lanciata su twitter con l'hashtag #ParmigiAmo, ma che in piazza a Bologna ha visto realizzare da parte dei casari le forme secondo gli antichi rituali. L'On. Filippo Gallinella, parlamentare del M5S in Commissione Agricoltura, è intervenuto ai microfoni di DiariodelWeb.it.

Cosa sta facendo il governo per tutelare il Made in Italy e la qualità dei nostri prodotti artigianali?
«Tramite il Decreto legislativo di attuazione della Legge delega 67/2014 varato dal Consiglio dei Ministri, di fatto viene tutelato il malaffare, perché vengono depenalizzati - tra i molteplici reati - anche quelli di contraffazione (articolo 517 quater c.p.) e messa in commercio di sostanze nocive alla salute (art. 444 c.p.) . Noi, come M5S, invece siamo di segni opposto e per tutelare il Made in Italy abbiamo depositato una PDL per aumentare le pene a chi commette contraffazione e un'altra per inserire l'obbligo dell'indicazione delstabilimento.»

Com'é possibile che si lasci precipitare in una crisi senza precedenti uno dei formaggi italiani più famosi e apprezzati al mondo?
«Se uno analizza i dati degli ultimi anni, è possibile vedere che quando si superano le 3 milioni di forme, vi è naturalmente un leggera sovra offerta che determina un calo del prezzo; oggi però , vi è anche una situazione economica particolare, che chiaramente aggrava la situazione, ed pertanto è necessario accedere a nuovi mercati, visto il calo della domanda interna, oggettivamente causata dal "sistema euro", puntando su un marketing più forte che permetterebbe di sovrastare il fenomeno dell'italian sounding. Come per tutto il settore lattiero-caseario occorre puntare su un interprofessione più strutturata: perché in un mercato globale come il nostro, nel quale risulta difficile la lotta per il "prezzo giusto" solo l'unione fa la forza, in questo come in altri settori.»

Il M5S ha istituito un fondo economico, con i soldi dei parlamentari che si sono ridotti lo stipendio, per aiutare le imprese in difficoltà e i giovani promuovendo anche le start-up: questi soldi potranno essere investiti per risollevare le sorti degli imprenditori agricoli, come in questo caso?
«Certamente, per questo abbiamo creato un sito internet www.microcredito5stelle.it dove è possibile trovare tutte le risposte alle domande e tutti i riferimenti dei consulenti nel territorio italiano per avere assistenza. Troverete anche l'elenco delle tappe, sempre sul territorio italiano, durante le quali spiegheremo tutto.»