25 giugno 2021
Aggiornato 03:30
Alfano rivendica i meriti del suo partito nella riforma dell'istruzione

La centralità di NCD nella riforma della scuola. Specialmente in tema paritarie

Angelino Alfano esalta il ruolo di Ncd nella riforma della scuola. In particolare, su un punto destinato a far molto discutere: il finanziamento alle paritarie. E mentre Dorina Bianchi difende la «libertà di scegliere la scuola per i propri figli», quarantaquattro deputati di maggioranza chiedono a Renzi in una lettera un maggiore impegno a favore della scuola privata.

ROMA - La riforma della scuola che andrà domani in Consiglio dei ministri «sancirà il senso della nostra presenza in questo governo e la possibilità di tenere insieme il riformismo di sinistra e quello di centrodestra contro i conservatorismi di entrambe le parti». Lo ha detto il ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano, in una conferenza stampa nella sede del partito con Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi e la nuova portavoce Valentina Castaldini. «Dopo la giustizia, il fisco e il lavoro - ha aggiunto Alfano - con la scuola aggiungiamo un altro capitolo che dimostra il nostro protagonismo».

ALFANO: NCD CENTRALE NELLA RIFORMA SCUOLA - Il titolare del Viminale, tuttavia, ha assicurato che la conferenza stampa convocata alla vigilia del Cdm decisivo sulla scuola «non è una rivendicazione anticipata di potenziali meriti ma una fiche sulla riunione di domani. Con il nostro sottosegretario all'Istruzione Gabriele Toccafondi abbiamo partecipato allo studio della riforma e abbiamo dato un contributo per una buona base di accordo. Poi nel Cdm di domani si decide». Tre i punti fermi secondo Ncd: il merito, il rapporto scuola-lavoro con nuove norme sull'apprendistato e l'aiuto alle scuole paritarie.

PARITARIE: NO A IDEOLOGISMI - In particolare, sulle paritarie «non faremo una guerra ideologica ma diciamo che le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico. Aiutarle è un pezzo del sostegno alle famiglie». Tuttavia, ha osservato Alfano, «non vogliamo siano dei diplomifici quindi anche lì devono esserci controlli di merito e di qualità. Tutto quello che diciamo non si fa coi fichi secchi quindi vogliamo che domani venga fuori un grande investimento sulla scuola», ha concluso ricordando che nella legge di stabilità è stato stanziato un miliardo.

BIANCHI: SOSTENIAMO LIBERTA' DI SCEGLIERE LA SCUOLA PER I PROPRI FIGLI - Insomma, pare che il sostegno alle paritarie sarà un argomento centrale nella riforma, e destinato a far molto discutere. «La libertà di scegliere la scuola per i propri figli, dando la possibilità di detrarre le rette scolastiche, è un principio che da sempre il Nuovo centrodestra sostiene. Bisogna insistere e andare avanti sul supporto alle scuole paritarie, per dare seguito a quanto prevede la nostra stessa Costituzione e per metterci in linea con quanto già è una realtà in tutta Europa». Così il vicecapogruppo di Area popolare (Ncd-Udc) alla Camera, Dorina Bianchi.«Detrazioni fiscali, quindi, per i genitori che iscrivono i propri figli alle scuole paritarie: questa è la nostra priorità, come sostenuto al governo dal sottosegretario Toccafondi. In merito - aggiunge Bianchi - ricordo che è un tema che riguarda in particolare le scuole dell'infanzia, le quali se chiudessero priverebbero oltre il 30 per cento dei bambini della possibilità di andare alla scuola materna, con il risultato - conclude la parlamentare di Ap - di eliminare un servizio che viene dato alle famiglie, soprattutto a quelle in difficoltà».

LA LETTERA DEI DEPUTATI PRO-PARITARIE - D'altronde, quarantaquattro deputati appartenenti a gruppi parlamentari di maggioranza hanno pubblicato su Avvenire una lettera-appello al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per chiedere un maggiore impegno a favore della scuola privata. «Il Piano per la 'Buona Scuola' - si legge nella lettera - è il più importante tentativo di riformare globalmente la scuola italiana dall'epoca della riforma gentiliana. Proprio per questo lo slancio riformatore che il governo sta portando avanti in molti campi non può perdere un'occasione irripetibile per avviare nei fatti lo storico gap della scuola italiana in tema di pluralismo e libertà di educazione. Un sistema fondato sulla detrazione fiscale, accompagnato dal buono scuola per gli incapienti, sulla base del costo standard, potrebbe essere un primo significativo passo verso una soluzione di tipo europeo»«Lo Stato moderno - si sottolinea nella lettera, a prima firma Gianluigi Gigli (gruppo 'Per l'Italia-Cd') ma sottoscritta anche da molti parlamentari del Pd - dovrebbe saper trasformarsi da gestore in controllore e garante della qualità formativa di tutta l'offerta pubblica».

INACCETTABILI LE DISCRIMINAZIONI«Si tratta solo di incominciare a dare attuazione concreta ai principi della Legge Berlinguer del 2000, senza ulteriori inaccettabili discriminazioni per le famiglie che intendono avvalersi delle scuole pubbliche paritarie. Del resto, se fosse pubblico solo ciò che è statale, l'Italia - conclude la nota che sintetizza l'appello - non potrebbe vantare due giganti della pedagogia moderna come Maria Montessori e don Lorenzo Milani». Insomma, pare che sull'argomento, la riforma del Governo Renzi si collocherà nel medesimo alveo che ha contenuto già quelle di età berlusconiana, da sempre molto disponibili ad aumentare i finanziamenti alle paritarie. Circostanza, per gli oppositori, scandalosa, di fronte alle tante lacune e difficoltà che da anni affliggono le scuole pubbliche.