15 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Per M5S fra Marino e la Lorenzin solo un gioco delle parti

Gallo: «I due litigano, ma la mangiatoia degli appalti resta»

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, annuncia che invierà nelle scuole romane Nas e ispettori del ministero per verificare le condizioni precarie in cui vertono le strutture capitoline. Ignazio Marino non ci sta e risponde alla ministra invitandola ad occuparsi della precarietà della sanità. A commentare i fatti, il grillino Luigi Gallo: «è una diatriba politica, ma il problema è reale».

ROMA - «L'azione della Lorenzin è strumentale: non sono le ispezioni a risolvere il problema. Il problema è strutturale e sistematico».Così il deputato grillino Luigi Gallo commenta il 'battibecco' delle ultime ore tra il sindaco di Roma Ignazio Marino e il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che annuncia di inviare ispettori nelle scuole capitoline.

IL PROBLEMA DEGLI APPALTI - «Penso che il battibecco sia di per sé politico – continua Gallo –, ma il problema è reale. Noi lo abbiamo toccato con da quando siamo in parlamento, perché ci sono due problemi: uno che riguarda l'appalto di pulizie a ditte esterne – e quest'anno hanno previsto una riduzione di risorse, ma è un sistema che noi abbiamo osservato non funzionare perché prevede un forte dispendio di risorse e un'intermediazione rappresentata dalla ditta che di per sé potrebbe anche scomparire con l'assunzione diretta del personale che fa questo lavoro; dall'altra parte c'è il taglio in legge di stabilità del personale ATA e parte di questo personale ha anche questo compito qualora non ci sia l'internalizzazione». Secondo il deputato pentastellato, il problema sarebbe strutturale: «Quindi noi crediamo che sia un problema di personale di utilizzare le risorse adeguatamente. La pulizia delle scuole dipende dal Ministero dell'Istruzione e anche il personale interno alla scuola viene assunto o tagliato in base a norme nazionali. Per quanto riguarda la sanità lì ci sono competenze regionali, premesso che in sostanza poi la salubrità dei luoghi è una cosa in capo ai sindaci, perché nel momento in cui una scuola presenta delle problematiche è il sindaco insieme il prefetto e insieme alle Asl a decidere di intervenire. Però il problema di fondo è un problema strutturale, dipende da normative nazionali».

CARENZE STRUTTURALI: ECCO LA CAUSA - Quello che sta accadendo a Roma non è altro che il ripetersi di una emergenza già presentatasi in altre zone del Paese: «È accaduto anche nel Veneto un problema simile, in cui le scuole erano particolarmente sporche: lì a vincere l'appalto era stata la Manutencoop come ditta delle pulizie, con un ribasso altissimo rispetto alla base d'asta. I lavoratori avevano degli orari molto ridotti, infatti». E continua la sua riflessione, Gallo, puntando il dito contro il premier: «Quando Renzi si inventa il progetto 'Scuole belle' serve in realtà solo ad aumentare le ore ai lavoratori che un po' fanno manutenzione e un po' continuano a fare la pulizia che veniva svolta in orari non adeguati – spiega Gallo –. Il problema non è Roma o Marino, ma si sono verificati gli stessi fenomeni per le carenze strutturali anche in altre zone. E di certo sono problemi che non vengono risolti con le ispezioni».

DIATRIBA POLITICA - Quella in corso tra Lorenzin e Marino, secondo il deputato grillino, «sembra un po' una diatriba tra centrodestra e sinistra che cercano di differenziarsi in questa tematica, un posizionamento più di partito, perché – ripeto – i ministri di questo Governo dovrebbero cercare di risolvere le questioni che sono ben note, non serve un ispettore per capire che ci sono delle problematiche, non imputabili ad un sindaco di una città. L'attuale sistema che prevede una pulizia delle scuole appaltate all'esterno è, secondo noi, un sistema malato che ci fa spendere di più, ci fa avere una qualità del servizio ridotta e ci fa avere dei lavoratori con diritti negati. È una situazione che porta un degrado continuo».

LA PROPOSTA DEL M5S - Che cosa propone il Movimento 5 Stelle? «Noi abbiamo scritto una proposta di legge che è partita due settimane fa in Commissione Lavoro – spiega Gallo –, finalmente in discussione alla Camera: prevediamo di sviscerare questa tematica con le audizioni su questa proposta. La nostra soluzione è l'internalizzazione del servizio, perché gli appalti esterni hanno previsto un accantonamento di 12mila posti in organico, che sarebbero le persone che potrebbero garantire direttamente il servizio se assunti come personale Ata. Questo avverrebbe con risorse ridotte rispetto a quelle che si investono sugli appalti. Basti pensare che da giugno 2013 ad oggi si è speso quasi mezzo miliardi sui servizi di polizia. Coi rischi che gli appalti comportano: attualmente c'è un'indagine dell'antitrust sugli appalti delle pulizie, perché stanno verificando la possibilità che si sia fatto cartello su questi appalti. E questa è un'altra anomalia. È tutta una situazione che degenera e porta poi una qualità del servizio non sufficiente».

I NAS NELLE SCUOLE ROMANE - Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, annuncia che invierà i carabinieri del Nas e gli ispettori del ministero nelle scuole capitoline per verificare condizioni igieniche e sicurezza delle strutture. Il piano di azione su Roma prevede, inoltre, che il primo cittadino Ignazio Marino e le Asl della città presentino un piano di prevenzione per possibili rischi di epidemie riconducibili alla presenza sul territorio di potenziali portatori di malattie trasmissibili all'uomo, come topi e gabbiani. La decisione della ministra è inamovibile: «Chiederò un report al Comune di Roma . Intanto, però, manderò i carabinieri del Nas e i nostri ispettori nelle scuole in cui sono stati evidenziati i problemi più gravi. Bisogna riportare la Capitale, ma lo stesso discorso può valere anche per altre città, a standard di igiene pubblica maggiori. E per questo si dovranno attivare le Asl locali ciascuna per quanto di sua competenza, con piani di prevenzione». E spiega, ancora, il ministro Lorenzin: «Il 50% delle segnalazioni a Roma riguardano l’igiene e le caratteristiche strutturali degli edifici, il 30% la presenza di topi ed escrementi di roditori, il 20%, infine, problematiche relative al servizio di catering scolastico, in pratica le mense».

MARINO NON CI STA - L'inquilino del Campidoglio, però, non sembra affatto incline ad assecondare la decisione del ministro della Salute e replica puntando il dito sulla sanità: «Penso che come responsabile della salute, il ministro Lorenzin debba svolgere tutte le azioni necessarie per garantire la salute di tutti nella città – afferma il Ignazio Marino –. Quindi il ministro fa bene a preoccuparsene e mi auguro che lo faccia non solo nelle scuole ma anche nei luoghi di cura del nostro Paese e questo è importante soprattutto nel centro sud che spesso appare agli osservatori internazionali, con cui ho la possibilità di confrontarmi, una sanità pubblica drammaticamente abbandonata. Sono particolarmente preoccupato della gestione dei nostri grandi ospedali, dei nostri pronto soccorso e anch’io vorrei che un’azione di indagine venisse condotta perché purtroppo, a causa di una gestione poco attenta del ministero della Salute nei confronti del servizio sanitario nazionale, ci sono tempi di attesa e sofferenze davvero inumane».

IL MINISTRO RISPONDE A TONO - Una mossa non troppo intelligente, quella del Sindaco, che viene repentinamente contraddetto dal ministro: «Stia tranquillo il sindaco Marino che Agenas e Nas vigilano sulla sicurezza delle strutture ospedaliere del centro sud e non tema che dopo il suo appello saranno ancora più assidui sulle strutture romane, che ricordo sono sotto la competenza delle Asl e quindi della regione». E continua il ministro sottolineando come ricada, però, sulla Regione la questione di ospedali e pronto soccorso:«Con il Patto della salute e i nuovi Lea e una diversa attenzione all'organizzazione dei processi da parte delle regioni e ai criteri di selezione del management confido che in due anni accompagneremo fuori dal piano di rientro la maggioranza delle regioni commissariate e aiuteremo il Lazio a risolvere problemi complessi che vengono da molto lontano». Spiega, inoltre, la Lorenzin: «I temi di igiene pubblica non possono essere sottovalutati da nessun amministratore, considerando poi che la pulizia delle scuole, così come le misure per l'igiene dei luoghi pubblici, di competenza dell'ente locale, fanno parte delle politiche di salute pubblica e necessitano di un coordinamento operativo sicuramente più pragmaticamente risolvibile rispetto alla riforma del titolo V della Costituzione che speriamo di portare presto a compimento»