15 luglio 2019
Aggiornato 20:00
Muscio avanza dubbi sulla legittimità dell'elezione di Bergoglio

Genitori Cattolici: caro Papa, la famiglia, oggi, è terreno di scontro. E i Cattolici devono difenderla

Dopo il pugno e i conigli, per Papa Francesco è la volta della famiglia. Che, per lui, non deve essere terreno su cui combattere battaglie ideologiche. Questa, la terza dichiarazione in poco tempo che fa discutere i Cattolici più "ortodossi". E qualcuno ipotizza addirittura che l'elezione di Bergoglio abbia violato le norme della Costituzione apostolica, e che il vero Papa sia ancora Benedetto XVI

ROMA – Dopo il «pugno» e i «conigli», Papa Francesco si «sbilancia» di nuovo. Questa volta, il tema è la famiglia, argomento che, ultimamente soprattutto, sta scaldando gli animi: si pensi alle polemiche sul convegno tenutosi lo scorso 17 gennaio a Milano, sotto il logo di Expo, sulla famiglia «naturale», colpevole di essere stato promosso da un'associazione giudicata omofoba. Se da un lato, infatti, i difensori della famiglia non intendono concepire le forme di unione a carattere omosessuale che, da parte della società civile, chiedono di essere riconosciute, dall’altro sono sempre più numerosi coloro che credono che ogni forma d’amore possa e debba essere legittimata. E tra le due schiere, inutile dirlo, la polemica è sempre all’erta.

BERGOGLIO: LA FAMIGLIA NON SIA TERRENO DI SCONTRO IDEOLOGICO - Così, in vista della 49esima Giornata per le Comunicazioni sociali che si terrà il 17 maggio, Papa Francesco ha voluto incoraggiare i cattolici a testimoniare «la bellezza e la ricchezza del rapporto tra uomo e donna, e di quello tra genitori e figli», esortandoli anche a non lottare per «difendere il passato», ma a lavorare «per costruire il futuro». In più, il Pontefice ha sottolineato che la famiglia non deve essere «un modello astratto da accettare o rifiutare», «un'ideologia di qualcuno contro qualcun altro» e nemmeno «oggetto sul quale si comunicano delle opinioni o un terreno sul quale combattere battaglie ideologiche»: che fosse, questa, una raccomandazione diretta ai fedeli a non «strumentalizzare» il dibattito sulla famiglia, e a non utilizzare quest’ultima come arma di esclusione rispetto a chi non condivide le proprie posizioni?

MUSCIO: E' GIUSTO COMBATTERE PER DIFENDERE LA FAMIGLIA - «Come al solito, le affermazioni di Papa Francesco danno adito a più interpretazioni», afferma Arrigo Muscio, presidente dell’Associazione Genitori Cattolici. «Che cosa significa dire che la famiglia non è un’ideologia? La famiglia, per noi Cattolici e non solo, è il cardine della società. E secondo noi Cattolici», afferma, «ormai viene attaccata da più parti. Gesù stesso, quando è nato, ha scelto la famiglia per incarnarsi. Perciò», si domanda Muscio, «che cosa vuol dire quella frase del Papa, che raccomanda che non diventi terreno di scontro? Detta così non ha alcun significato, perchè se la famiglia è minacciata da mille attacchi, i Cristiani la devono difendere, chiaramente utilizzando gli strumenti della democrazia». Insomma, per Muscio, in questa situazione è naturale e giusto che lo scontro ci sia, scontro che pure deve rimanere nei confini delle leggi democratiche.

DA MUSCIO, DUBBI SULLA LEGITTIMITA' DELL'ELEZIONE DI FRANCESCO - Ma le perplessità del presidente dell’Associazione Genitori Cattolici non si fermano qui. Citando infatti il libro Non è Francesco di Antonio Socci, Muscio avanza numerosi dubbi in merito alla legittimità stessa dell’elezione di Bergoglio a successore di Benedetto XVI: «Secondo alcune fonti comprovate, l’elezione di questo Papa avrebbe violato le norme della Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis», spiega Muscio, rifacendosi al volume sopracitato. «Questo è un Papa di slogan, basti pensare al discorso con Scalfari, al primato della coscienza, ai gay: è fuori da duemila anni di magistero in certe sue posizioni. Inoltre», osserva Muscio, «bisogna notare come lui stesso si proclami continuamente «vescovo di Roma» e non Papa. Io ho sollevato personalmente una perplessità su certi suoi comportamenti: dispensa continuamente baci e abbracci ai bambini, come mai non impone loro le mani per benedirli? Perché non interviene sui malati, sui posseduti, come dice il Vangelo? E perchè non si inginocchia mai davanti all’Altissimo?». E se gli si chiede una valutazione personale sul Pontificato di Bergoglio, Muscio fa riferimento a una possibile «strategia»: «Secondo diversi analisti religiosi, esiste una strategia dietro, anche in relazione alla sua elezione che desta perplessità. Inoltre, il problema grosso a cui siamo di fronte è che esistono due Papi: Benedetto XVI non ha abbandonato il ruolo di Papa, ha voluto essere «Papa emerito». Chi è il Papa tra i due?», si domanda il presidente dell’associazione cattolica. «Io non sono un canonista, ma di solito il titolo di «emerito» viene attribuita a chi, per ragioni di età, ha dovuto dimettersi da una carica. Ma se Benedetto ha scelto di lasciare il pontificato, perché non è tornato ad essere cardinale? Secondo Socci il vero Papa è ancora Benedetto XVI, che ha conservato il ruolo, ma non l’operatività». E conclude: «Insomma, noi Cattolici dobbiamo obbedienza alla Parola di Dio e al magistero costante della Chiesa». Un magistero da cui, secondo Muscio, Papa Francesco si discosta eccessivamente.

LE CRITICHE DI FELTRI E FERRARA - D’altronde, l’Associazione Genitori Cattolici, a proposito delle sue perplessità sul Pontefice venuto dalla «fine del mondo», è in buona compagnia. Vittorio Feltri, all’indomani delle dichiarazioni di Bergoglio a proposito della paternità responsabile, dalle pagine del Giornale ha indirizzato una piccata critica al Papa: «Sono un coniglio, avendo fatto quattro figli con la volontaria collaborazione di mia moglie, e mi rivolgo a Papa Francesco con l’umiltà di un peccatore, benché non mi senta tale, per dirgli che il suo monito mi ha sconcertato». Prosegue il giornalista: «Come mai da tutti i pulpiti cattolici, per decenni e decenni, i preti hanno tuonato in favore della procreazione illimitata, in osservanza delle norme celesti, e ora all’improvviso il supremo capo della cristianità fa macchina indietro e predica il controllo delle nascite? Se chiedevi loro come si sarebbe sfamata tanta gente su un globo relativamente piccolo, quale il nostro, la risposta che fornivano non era scientifica, bensì illuminata dalla fiducia nelle lettere pontificie. Le quali all’incirca recitavano: no alla regolamentazione demografica, sì alla legge naturale secondo cui l’atto sessuale è finalizzato al concepimento». Insieme a lui, le affermazioni di Bergoglio hanno lasciato «molto imbarazzato»  anche Giuliano Ferrara. Il quale, interrogato da Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche (La7) sulla «parabola del pugno», ha affermato: «Aspetto il giorno in cui il Papa in aereo dica ‘ma li mortacci tua’, e sarà un brutto giorno. Non si parla in Vernacolo: capisco che sia un Gesuita e voglia riconquistare il mondo e riunificare tutti, ma non si può fare tutto. Non ci si può travestire da ciò che non si è, lui è il Vescovo di Roma, deve avere un linguaggio intermedio che convinca tutti a riflettere». Ancora più deciso l’affondo di Ferrara su un altro estratto da un discorso del Pontefice, la frase «non si può fare figli come conigli»: «E’ una cosa gravissima, che direbbe l’ultimo dei sociologi da strapazzo. Non è un problema solo di linguaggio, ma anche di contenuti. Non voglio mancargli di rispetto, ha fatto dei discorsi impegnativi, interessanti, però poi si lascia andare pur di comunicare. E’ un po’ un fenomeno, appunto, della comunicazione».

FRANCESCO HA «SORPASSATO» LA SUA CHIESA? - Insomma, pare proprio che Papa Francesco, da subito individuato dai più quale Pontefice «rivoluzionario», sia destinato a far discutere. Un Papa, forse, più apprezzato dai laici che dai fedeli più ferventi e «ortodossi», proprio per quel suo «piglio» concreto, sincero e diretto verso le questioni, anche le più delicate. E quelle sue affermazioni tanto discusse, forse, preludono velatamente a un cambio di passo per molti necessario entro i Sacri Palazzi. Un cambio di passo che però, ancora oggi, la Chiesa Cattolica sembra non essere pronta ad affrontare.