12 dicembre 2019
Aggiornato 11:30
Più militari per la sicurezza, ma i compiti vanno ampliati

L'Ufficio stampa dell'Esercito: ora noi siamo solo in concorso alle Forze di Polizia

Il deputato di FdI-An Ignazio La Russa attacca il Governo che parla di arginare il terrorismo, ma toglie mezzi e risorse all'Esercito.

ROMA - Il responsabile dell'Ufficio Stampa dell'Esercito italiano risponde alle domande del DiariodelWeb.it in merito all'operazione «Strade Sicure», prima messa nel cassetto dal Governo Renzi, e rispolverata dopo il violento attacco terroristico di Parigi.

IL SERVIZIO DELL'ESERCITO - «Al momento noi siamo in concorso alle forze di polizia, siamo qualificati come agenti di pubblica sicurezza. Non siamo agenti giudiziari come i carabinieri e i poliziotti: cioè il poliziotto può procedere all'arresto, l'esercito solo al fermo, per aspettare poi l'intervento di carabinieri o polizia». Ma perché non viene estesa questa responsabilità anche all'esercito in questo momento così critico? «Dovrebbero ampliare i nostri doveri, è una questione di compiti. Per ora spetta solo alle forze di polizia». Se sia possibile un'estensione di compiti momentanei, «non spetta a noi deciderlo. Noi riceviamo ordini. Noi rispettiamo il mandato e i compiti che ci vengono assegnati. E per quanto riguarda Strade Sicure noi agiamo in concorso alle forze di polizia per la vigilanza di siti sensibili».

LA RUSSA CONTRO RENZI - «Mentre il terrorismo attacca l'Europa ed individua l'Italia come obiettivo, Renzi si accanisce contro le nostre Forze armate e le Forze di polizia». In una nota, l'ex ministro della Difesa Ignazio La Russa attacca aspramente il Governo Renzi e quella spending review che, come una mannaia, cade sulle risorse della Difesa, minando a fondo la sicurezza dei cittadini. Nei giorni scorsi lo stesso Ignazio La Russa chiedeva che il Governo rivedesse l'operazione 'Strade Sicure', fortemente interessata dai tagli della Legge di Stabilità. Il deputato di Fratelli d'Italia, alzando i toni col premier, aveva ritenuto l'azione del Governo «irresponsabile e incomprensibile». Era stato proprio sotto il suo mandato da ministro della Difesa che, nel 2008, il Governo – allora guidato da Silvio Berlusconi – aveva dato il via all'operazione 'Strade Sicure'. Questa nasceva per contrastare la criminalità organizzata utilizzando il personale dell'Esercito. Le forze armate, quindi, erano messe a disposizione dei prefetti per garantire l'ordine in alcune province italiane considerate critiche.

IL GOVERNO IRRESPONSABILE - In seguito a quanto accaduto a Parigi, Ignazio La Russa torna a parlare di sicurezza, ancora una volta denunciando l'imprudenza di un Governo che in una situazione di massima emergenza come quella attuale procede a tagli importanti nel settore delle forze dell'ordine. «Mai nessun governo infatti – continua nella nota l'ex ministro – aveva osato tagliare le spese di esercizio al livello che ha voluto il premier. Ora non ci sono i soldi per la benzina, per le manutenzioni minime, per le munizioni. Non ha lasciato risorse sufficienti neppure per la carta igienica. Ha bloccato gli adeguamenti degli stipendi ed ha umiliato la specificità di uomini e donne che sono l'unico vero baluardo della democrazia e della libertà. Renzi – continua il deputato di Fdi-An – appartiene a quella categoria dei cattocomunisti che più di ogni altro, molto più ancora dei veri comunisti, odiano le Forze armate e le Forze di polizia. Siamo sotto attacco e le persone che devono difenderci vengono continuamente umiliate dal governo».

DIETRO FRONT DEL MINISTERO DELLA DIFESA - Intanto è delle ultime ore la notizia che l'attuale ministro della Difesa ci ripensa: servono più soldati in strada. L'operazione 'Strade sicure' interrotta il primo gennaio, dunque, verrà rivista. Il delicato frangente storico che stiamo vivendo, impone, infatti,– secondo Roberta Pinotti – una attenta valutazione delle forze da dispiegare contro il terrorismo. Vanno riconsiderati, dunque, i tagli previsti dalla spending review, programmati nella Legge di Stabilità. Roberta Pinotti annuncia così un possibile aumento dei soldati in strada. «Laddove le Forze armate possono essere utili per liberare le forze di polizia impiegate nel presidio e nel pattugliamento del territorio – sottolinea il ministro – la disponibilità è massima». Dunque torneranno ad essere 4.250 gli uomini delle forze armate che erano stati dispiegati nell'operazione Strade Sicure e drasticamente sfoltiti di 1.250 unità. I tagli hanno pesato anche sulla sicurezza, ma, alla luce dei drammatici fatti di Parigi, il ministro della Difesa e l'inquilino del Viminale sembrano ripensarci.

ALFANO: NECESSARIE LEGGI ANTITERRORISMO - Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, è anch'egli dell'idea di prolungare 'Strade sicure'. L'allerta impone, di fatti, un aumento delle forze in campo, necessariamente accompagnate – a detta del ministro – da leggi antiterrorismo specifiche. Angelino Alfano si dice convinto che è di primaria urgenza ora monitorare sempre di più il territorio e i soggetti sensibili in coerenza con l’annunciata «allerta altissima». La questione risulta estremamente delicata, considerando che i tagli imposti dalla crisi economica hanno fatto sì che gli uomini dell'esercito impiegati in 'Strade sicure' possano essere finanziati con 10 milioni solo fino a marzo 2015. I fondi in questione sono stati recuperati in via eccezionale dai tecnici ministeriali a fine anno, garantendo la vigilanza di obiettivi fortemente a rischio come le ambasciate, che rischiavano di rimanere scoperte. Col via libera del ministero dell’Economia e della Ragioneria generale dello Stato, basteranno circa 12 milioni per assicurare la presenza delle forze dell'ordine fino a giugno.

PINOTTI: TAGLI CONTENUTI E RAGIONATI - In un'intervista al Messaggero, il ministro della Difesa affermava riguardo i tagli della legge di stabilità che si trattava di tagli «contenuti e ragionati». Poi annunciava, in merito al progetto 'Strade Sicure' che «Il pattugliamento misto polizia-carabinieri potrebbe essere rivisto in favore di un aumento della vigilanza delle Forze Armate sugli obiettivi sensibili. Ripristinare il numero originario di 4.250? Se serve anche di più».