12 dicembre 2019
Aggiornato 15:00
Una frana alla variante di valico. Sprofonda la Palermo-Agrigento

Che sta succedendo sulle nuove autostrade italiane?

Una frana durante i lavori alla Variante di Valico, nel bolognese, e il cedimento del viadotto Palermo-Agrigento sono campanello d'allarme di una situazione ormai insostenibile: i lavori sulle infrastrutture statali soffrono la concorrenza spietata e i bassi costi. A commentare il senatore Jonny Crosio della Lega Nord.

SONDRIO«Il problema in questo Paese i progettisti sono schiavi delle imprese. E questo significa essere schivi dei costi e schiavi della concorrenza». A DiariodelWeb.it il senatore della Lega Nord Jonny Crosio, membro della Commissione Lavori Pubblici e architetto, commenta quanto accaduto nei giorni scorsi in Sicilia, col cedimento del viadotto sulla Palermo-Agrigento.

IL SISTEMA SBAGLIATO - «Non è che nel nostro Paese non sappiamo costruire o progettare» continua Crosio, «il problema sta nel manico: in Italia bisognerebbe iniziare a pensare che i progettisti fanno i progettisti, le imprese fanno le imprese, le amministrazioni fanno le amministrazioni. In relazione alle opere delle grandi infrastrutture spesso si ricorre al metodo dell'appalto integrato: l'impresa che concorre all'opera, quindi, fa anche il progetto esecutivo. Questo è un grave problema esistente solo in questo Paese». Le imprese, quindi, sono proiettate a contendersi l'appalto e i progettisti sono vincolati ad esse, spiega il senatore. Questo porta alle situazioni paradossali cui abbiamo assistito. «Non è che non siamo capaci di fare le cose è che al vertice ci sono degli incapaci che prendono sempre le strade sbagliate, compromettendo sempre il sistema infrastrutturale del Paese. Chi ha sbagliato paga».

IL CEDIMENTO IN SICILIA - Sulla strada statale 121 Palermo-Agrigento il viadotto 'Scorciavacche 2' viene inaugurato ed aperto alla circolazione il 23 dicembre 2014. Tale lavoro costa alle casse dello stato 13 milioni di euro e si tratta di una variante nell'ambito dei lavori di ammodernamento dell'itinerario Palermo-Lercara Friddi. Passano pochi giorni dall'inaugurazione del tratto stradale e metà carreggiata è sprofondata e la restante presenta una profonda spaccatura. Il senatore Marco Filippi del Partito democraico ha presentato un'interrogazione parlamentare in cui chiede al ministro delle infrastrutture e dei trasporti se il Ministro in indirizzo fosse già stato informato, al momento della chiusura del viadotto, del cedimento strutturale, se non si ritenga necessaria una revisione dell'attuale schema del general contractor in cui chi progetta, chi realizza e chi collauda l'opera è totalmente fuori da ogni controllo successivo all'aggiudicazione; se ritenga opportuno attivarsi per far diventare ANAS SpA, unico ente predisposto al controllo e collaudo, un soggetto privato e se non ritenga necessario intervenire tempestivamente anche sulla riforma del codice degli appalti (di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006), considerato che è anche in via di attuazione la nuova direttiva europea in materia.

NON PIÙ COINCIDENZE - Quanto accaduto in sicilia non è, però, un avvenimento isolato. Come testimoniato dalla interrogazione parlamentare del senatore Aldo Di Biagio (Gruppo Area Popolare), una circostanza simile si riscontra nel bolognese, dove, in ambito dei lavori della Variante di Valico (il tratto autostradale in fase di costruzione, compreso tra Barberino del Mugello e Sasso Marconi), durante l'abbattimento del diaframma della galleria Val di Sambro, si è verificata una grande frana. Una consulenza tecnica richiesta dalla Procura ha evidenziato come l'incidente fosse stato causato proprio dai lavori in corso, con conseguenze considerevoli per il vicino comune di Ripoli, il cui terreno è soggetto a spostamenti di decine di centimetri all'anno. Ad essere coinvolta dai movimenti è anche la stessa Autostrada del Sole, i cui piloni del viadotto autostradale in prossimità dello stesso comune di Ripoli sembrano essere pericolosamente interessati dal problema. Tutta la Valle Setta è coinvolta nella situazione di spostamento, poiché è stata oggetto di una trasformazione morfologica, in particolare dell'alveo del fiume Setta, dove sono stati depositati migliaia di metri cubi di terreno che hanno ristretto l'alveo fluviale anche di centinaia di metri in prossimità di centri abitati. Emerge con forza ancora una volta la questione delicata della malagestione degli alvei pluviali sul territorio italiano.

SERVONO PRECAUZIONI - Di Biagio nell'interrogazione si rivolge al Ministro chiedendo quali siano ad oggi le conseguenze attestate dei lavori della variante di valico, con particolare riferimento all'impatto geomorfologico sulla tenuta strutturale dei piloni autostradali; quali iniziative intenda adottare, per quanto di sua competenza, per garantire il continuo monitoraggio dell'impatto ambientale subito dal territorio e quali misure di prevenzione e di contrasto dei rischi connessi con i lavori infrastrutturali siano state avviate per sopperire alle criticità evidenziate e prevenire ulteriori danni su tutta la zona della val di Setta e dei comuni interessati. Non sono stati sufficienti, quindi, i disastri provocati da alluvioni e inondazioni che hanno interessato l'intero Paese. Bisognerà attendere l'ennesima catastrofe prima che il Paese si muova in direzione di una revisione profonda del sistema degli appalti e dei lavori delle grandi opere?