18 ottobre 2019
Aggiornato 05:30

Anarchici e neofascisti, è la strategia della «tensioncina»

Aldo Giannuli, sul blog di Beppe Grillo: «Non vorremmo che questa mini serie televisiva 'Il ritorno del terrorismo' preludesse a qualche botto più serio, magari per dare un bel giro di vite all'opposizione»

GENOVA - Sabotaggio alle ferrovie e ambizioni golpiste neofasciste stroncate da un'inchiesta giudiziaria? E' «la strategia della tensioncina», secondo il blog Beppegrillo.it, che affida il commento sulle recenti vicende di cronaca allo storico Aldo Giannuli, consulente in passato di diverse Procure e della commissione parlamentare sulle stragi in qualità di esperto di trame nere e servizi segreti deviati, oggi consigliere esterno del Movimento 5 stelle in particolare sulle questioni della riforma elettorale. Secondo Giannuli, che ricostruisce nel suo post la coincidenza tra queste vicende, la sentenza sui No Tav e le prossime scadenze istituzionali «siamo in pieno remake degli anni settanta, fra attentati 'anarchici' ai treni e complotti neo nazisti».

Giannuli non esclude che gli attentatori ferroviari siano realmente anarchici o che un gruppetto neofascista, non in grado di organizzare un golpe, potesse tuttavia pianificare degli omicidi. Ma nel complesso, sul blog di Grillo la vicenda viene vista con un certo scetticismo: «Il fatto è che, come dice il vecchio Marx, la storia talvolta si ripete, ma la seconda volta sotto forma di farsa. Ho lavorato a lungo sulla strategia della tensione e questa - scrive lo storico - me ne sembra una cattiva imitazione con un fortissimo sentore di finto. Al massimo abbiamo davanti due sparutissimi gruppi di decerebrati. Nulla che possa giustificare il clamore mediatico che se ne sta facendo con titoloni in prima pagina».

«E' un numero che abbiamo visto troppe volte ed anche i particolari sono stucchevolmente simili: gli attentati ai treni, l'armamentario fascista, il linguaggio delle rivendicazioni, persino la trovata del nome del gruppo pescarese che è una bella sintesi fra 'Avanguardia Nazionale' ed 'Ordine Nuovo'. Ci mancano le banche e le Br. Su: almeno un po' di fantasia... Detto questo, ugualmente c'è di che essere preoccupati: non vorremmo che questa mini serie televisiva 'Il ritorno del terrorismo' preludesse a qualche botto più serio, magari per dare un bel giro di vite all'opposizione. Anche se annoiati, tocca tenere gli occhi aperti», conclude Giannuli.