24 ottobre 2020
Aggiornato 04:30
Inchiesta Mafia Capitale

Pignatone: «Sono le persone a fare la differenza»

Il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, in un'intervista al Sole 24 Ore, ha fornito un'analisi dell'inchiesta che ha diretto sulla capitale: «Assoluta trasversalità dei rapporti con il mondo politico».

ROMA - «Mafia Capitale non è una ramificazione delle mafie tradizionali e non sembra aver incontrato particolari barriere allo scambio con il 'mondo di sopra', ben dotato di denaro (non suo, peraltro, ma pubblico, cioè nostro) e, in alcuni suoi esponenti, disponibile a spalancare le porte al 'mondo di sotto' per moltiplicare i profitti». Il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, in un'intervista al Sole 24 Ore, ha fornito un'analisi dell'inchiesta che ha diretto sulla capitale.

TRASVERSALITÀ DEI RAPPORTI - «Nella nostra inchiesta tutto si mescola - ha spiegato Pignatone - il mafioso parla da manager e da burocrate, il funzionario si presta a operazioni corruttive di impatto economico a volte minimo a volte significativo, pronto a ripeterle qualunque sia la postazione che la politica sceglie per lui; l'imprenditore accetta o addirittura cerca la protezione del mafioso, mentre delicati incarichi amministrativi di nomina politica vengono affidati a persone indicate da Carminati. Altra caratteristica, è l'assoluta trasversalità dei rapporti con il mondo politico e della corruzione che ne consegue».

SONO LE PERSONE A FARE LA DIFFERENZA - Secondo Pignatone «un effetto indotto dall'azione repressiva dovrebbe essere quello di creare spazi di libertà (politica, economica, imprenditoriale) e nuove opportunità di iniziativa per le forze della società civile che vogliano impegnarsi, ma che trovano - ha affermato il procuratore capo della capitale - Fenomeni di questo tipo non possono essere debellati solo con gli strumenti del processo penale. Cadono le braccia a terra pensando alle vicende milanesi e veneziane con il ritorno sulla scena, dopo vent'anni, di uomini e imprese già condannati durante la stagione di Tangentopoli. In altri termini: le buone regole sono importanti, ma in ultima analisi sono sempre le persone, non soltanto le regole, a fare la differenza».