10 luglio 2020
Aggiornato 08:30
Una svolta nell'aria da diversi giorni

Omicidio Loris, fermata la mamma

Dieci giorni dopo l'omicidio del piccolo Loris Stival a Santa Croce Camerina in provincia di Ragusa, la mamma del bambino, Veronica Panarello, è stata sottoposta a fermo con l'accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Ma la donna ribadisce la sua innocenza. Oggi nuovo interrogatorio.

RAGUSA - Dieci giorni dopo l'omicidio del piccolo Loris Stival a Santa Croce Camerina in provincia di Ragusa, la mamma del bambino, Veronica Panarello, è stata sottoposta a fermo con l'accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.
Una svolta che era nell'aria già da diversi giorni, e che è maturata nel modo più inquietante: la responsabilità unica della mamma del ragazzino. Il giorno più lungo della donna, che si è sempre dichiarata innocente, è iniziato alle 17 dell'8 dicembre, quando Veronica Panarello è stata prelevata da polizia e carabinieri nella sua abitazione di via Garibaldi 82 per essere portata in Procura, segno che qualcosa si stava muovendo, e le indagini erano vicine ad una svolta.

Il marito: «Se è stata lei mi cade il mondo addosso»
Ad accompagnarla c'era il marito, Davide, che ha sempre difeso la moglie e che nell'attesa che la donna venisse sentita dai magistrati, si è lasciato andare ad un eloquente «se è stata lei, mi cade il mondo addosso». Veronica Panarello è stata portata negli uffici degli inquirenti del capoluogo ibleo, dove per oltre 6 ore ha risposto alle domande del procuratore capo Carmelo Petralia, e del sostituto Marco Rota. Troppo gravi, secondo i magistrati, gli indizi raccolti contro di lei negli ultimi giorni. Smentite clamorose, giunte dalle videocamere del paese, a quelle versioni che la donna ha continuato a ripetere come un mantra anche quando l'evidenza dei fatti sembrava dire tutt'altro.
A non convincere i magistrati è innanzitutto il percorso che Veronica Stival dice di aver fatto la mattina del 29 novembre. La sua Polo nera infatti non è mai stata ripresa vicina alla scuola frequentata da Loris, dove la donna dice di aver lasciato il figlio. Ma viene ripresa rientrare in casa, dopo aver accompagnato il figlio più piccolo in ludoteca, e dopo una sosta nell'abitazione per 36 minuti compatibile con l'orario della morte del bambino, avviarsi stavolta verso il vecchio mulino, lì dove qualche ora dopo sarebbe stato trovato il cadavere del bambino. Una zona che si trova nella direzione opposta rispetto a dove Veronica Panarello sarebbe dovuta andare, ovvero a Donnafugata.

Buco di 6 minuti nel tragitto
Ma non è tutto. I magistrati, per i quali la donna avrebbe agito da sola, sospettano le gravi responsabilità della donna, anche per un «buco» di 6 minuti nel tragitto che la sua auto percorre tra una pompa di benzina alle porte del paese, e un tratto di strada che porta al luogo del ritrovamento: cosa è accaduto in quel lasso di tempo che Veronica non è ancora riuscita a spiegare? E ancora, la mamma di Loris è chiamata a giustificare il perché di quelle fascette di plastica consegnate alle maestre della scuola «Falcone e Borsellino» il lunedì successivo alla morte del figlio. Fascette che sarebbero compatibili con l'arma del delitto, secondo quanto accertato dall'esame autoptico, e che le insegnanti hanno detto di non avere mai in alcun modo fornito agli studenti.
Di certo, al momento, c'è il fermo della donna, che già stamani verrà ascoltata nuovamente in Questura. Francesco Villardita, avvocato della donna, ha ribadito con sicurezza l'innocenza della sua assistita.
Adesso, dopo la notifica del fermo, la parola passa al gip, che entro 48 ore dovrà fissare l'udienza di convalida.