30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
A Roma saltano le prime poltrone

Il Presidente dell'Assemblea comunale indagato

Ecco che saltano le prime poltrone. Il presidente dell'assemblea Capitolina, Mirko Coratti, si è dimesso. E le indagini proseguono a gran velocità, coinvolgendo sempre più persone.

ROMA - A Roma saltano le prime poltrone. Il presidente dell'assemblea Capitolina, Mirko Coratti, si è dimesso. E le indagini proseguono a gran velocità, coinvolgendo sempre più persone.

LE PAROLE DELL'INDAGATO - «Con sconcerto ho appreso che nei miei confronti è stata aperta un'indagine giudiziaria nell'ambito di una maxi-inchiesta dai risvolti inquietanti. Nel dichiararmi totalmente estraneo a quanto emerge in queste ore dalle indagini, per correttezza verso la città e verso l'amministrazione comunale ho deciso di dimettermi dall'incarico che mi onoro di servire, rimetto pertanto da subito a disposizione dell'Assemblea Capitolina che mi ha eletto alla mia carica». Lo annuncia in una nota lo stesso Coratti dopo il suo coinvolgimento nell'inchiesta della procura di Roma con 100 indagati. Le accuse sono di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e altri reati.

E INTANTO PROSEGUONO LE INDAGINI - «Nell'esprimere piena fiducia nel lavoro della magistratura sono certo che dalle inchieste in corso emergerà con chiarezza la mia totale estraneità ai fatti contestati", conclude Coratti. In precedenza si era dimesso, sempre perché indagato nell'ambito dell'inchiesta, l'assessore capitolino alla Casa Daniele Ozzimo. Nel frattempo, il Ros e i comandi dell'arma territorialmente competenti, stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, Flavia Costantini, su richiesta della locale Direzione Distrettuale antimafia, nei confronti di 37 indagati, 29 in carcere e 8 agli arresti domiciliari, per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio ed altri reati, con l'aggravante delle modalità mafiose e per essere l'associazione armata.

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