24 giugno 2021
Aggiornato 14:30
Regionali 2015

Primarie centrosinistra, Veneto al voto

Sono tre i contendenti dai quali dovrà uscire lo sfidante di Luca Zaia: Alessandra Moretti, europarlamentare, Simonetta Rubinato, senatrice del Pd e il consigliere regionale Idv, Antonino Pipitone. Favorita la «Ladylike» Moretti, già vice sindaco di Vicenza e caldeggiata dall'attuale sindaco, Achille Variati.

PADOVA - Al via domani le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato che correrà per la presidenza della Regione Veneto, la tornata sarà aperta a tutti i cittadini.
Sono tre i contendenti dai quali dovrà uscire lo sfidante di Luca Zaia: Alessandra Moretti, europarlamentare, Simonetta Rubinato, senatrice del Pd e il consigliere regionale Idv, Antonino Pipitone. Favorita la «Ladylike» Moretti, già vice sindaco di Vicenza e caldeggiata dall'attuale sindaco, Achille Variati. I tre sfidanti si sono confrontati ieri sera in un serrato botta e risposta sui principali temi d'interesse per il Veneto.

Intervistati dai direttori dei quotidiani locali, Moretti, Rubinato e Pipitone hanno spaziato dal Mose al project financing, dagli organici della Regione al delicato e controverso tema dell'immigrazione, fino alla necessità di esplicitare l'eventuale abbandono del doppio incarico in caso di elezione a presidente del Veneto con l'eventualità di un taglio dello stipendio. Rubinato si è detta pronta a dimettersi da parlamentare in caso di vittoria e disponibile a rimanere cinque anni a Palazzo Balbi anche per fare l'opposizione. Dello stesso avviso Alessandra Moretti, la quale ha dichiarato che in caso vincesse la poltrona di governatore, si impegnerà per la regione e vi resterà per cinque anni «perché - ha spiegato - credo che abbiamo l'opportunità questa volta per cambiare verso».

Lo scandalo Mose deve essere il punto da cui ripartire per dare maggiore trasparenza all'amministrazione regionale. Questo è l'obiettivo di Simonetta Rubinato, mentre per Pipitone diventa fondamentale «far girare» in Regione i dirigenti che si occupano di appalti, infine Moretti propone un'autorità «indipendente che affianchi il commissario Cantone».

L'immigrazione è stata l'altra questione sulla quale i tre candidati democrat sono stati sollecitati. Per l'europarlamentare Moretti l'Europa deve essere più presente e i sindaci non devono essere lasciati soli a gestire le situazioni critiche. Per Rubinato i centri di accoglienza devono essere individuati d'intesa con le Regioni, secondo Pipitone la programmazione deve essere fatta a livello nazionale. Infine il project financing, altro capitolo strategico della macchina regionale. Per Antonio Pipitone, «sulle grandi opere bisogna capire se sono utili veramente ai veneti o solo agli affaristi». Secondo Alessandra Moretti, «la grande falla del governo Zaia è stata la mancanza di pianificazione strategica per le opere infrastrutturali». Mentre per Simonetta Rubinato, i project financing «hanno spolpato le risorse destinate alla cura e assistenza dei veneti, grave problema che sta ipotecando le risorse da mettere a disposizione dei cittadini». Dal dibattito tra i candidati, all'organizzazione della consultazione.

Sono 563 i seggi predisposti dal Pd che andranno a coprire quasi tutti i comuni veneti. Massiccio lo spiegamento di volontari sul territorio, oltre 2 mila. Mentre sono 700 le urne e 75mila le schede elettorali. Per l'occasione sono stati stampati 70mila volantini e i due euro per poter votare diventano un contributo volontario. C'è da aggiungere che le primarie sono state anticipate; in origine avrebbero dovuto svolgersi il 14 dicembre. Ma la corsa per conquistare Palazzo Balbi è una competizione aperta e il centrosinistra non vuole perdere tempo. Già nella tarda serata di domenica si conoscerà il vincitore: colui o colei che sfiderà l'attuale presidente Luca Zaia per la conquista della Regione Veneto.