12 novembre 2019
Aggiornato 21:30
Occhetto boccia il Partito della Nazione

Occhetto: «Ora ci siamo messi a copiare i neofascisti»

Achille Occhetto, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, commenta l'idea di Renzi di un partito a vocazione maggioritaria, che includa e parli a tutti: «Evoca i partiti nazionali di destra». Inoltre, secondo l'ex segretario del Pds, il Pd di Renzi è nato da una «fusione a freddo di apparati» che ha portato a dissidi interni.

ROMA - Ai microfoni di Radio Città Futura, Achille Occhetto, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, commenta l'idea di Renzi di un partito a vocazione maggioritaria, che includa e parli a tutti. Secondo il pensiero di Occhetto, parlare di Partito delle Nazioni significa riposrtare a galla l'idea malsana dei tipici partiti nazionali di destra. Afferma l'esponente di Sel: «Quando sento un termine come Partito della Nazione in bocca a politici di sinistra, inorridisco, perché evoca i partiti nazionali di destra»

SERVE UN PARTITO CHE PENSI ALLA NAZIONE, COME IL PCI - Per Occhetto si va nella direzione giusta quando si pensa ad un partito che volga lo sguardo al Paese tutto, senza distinguo, ma parlare di Partito delle Nazioni sembrerebbe far pensare all'elevazione di un solo partito, per l'esclusione di tutti gli altri: progetto nemmeno lontanamente pensabile in un Paese democratico. Sostiene l'esponente di Sel: «È sicuramente giusto che il partito faccia una politica nazionale, che si faccia carico dei grandi problemi della nazione, come faceva il PCI. Ma l'idea di Partito della Nazione presuppone che gli altri non abbiano più nessuna funzione, una visione totalizzante che è contraria all'idea stessa di partito, che vuol dire appunto parte e non nazione».

PD LONTANO DA PDS - L'ex segretario ha poi escluso una continuità tra il suo Pds e il Pd di Renzi: «Io la continuità ho smesso di vederla già quando è nato il Pd, Renzi è un fatto a sé. Il Pd non è stata una contaminazione ad alto livello tra i diversi riformismi, ma una fusione a freddo di apparati che ha portato risse interne, che continuano ancora oggi. Pensiamo alle riforme di cui parla Renzi. La parola riforme è stata sputtanata, anche per colpa dell'Europa, perché ormai viene chiamata riforma qualsiasi cosa, anche se cambia in peggio. Io, più che riforme, le chiamerei controriforme».

SONDAGGI: PD AL 44% - Il «partito della nazione», così come lo immagina Matteo Renzi, ha un potenziale elettorale del 44%, oltre 5 punti in più delle attuali intenzioni di voto del Pd (38,9%). È quanto emerge da un sondaggio Ixè, in esclusiva per Agorà. «Oltre 6 elettori del Pd su 10 darebbero fiducia al progetto del premier - sottolinea il presidente Ixè, Roberto Weber - A questi si aggiunge una capacità di attrazione da altri partiti di centro e centrodestra intorno all'8%».