16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Il presidente resterà al Quirinale «nei limiti delle forze»

Napolitano: l'Italia é stufa dei vecchi potentati

«Continuerò a operare nei limiti delle mie forze», ha dichiarato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso dell'incontro e riferendosi al suo secondo mandato al Colle. Ed ha aggiunto: «Perché il nostro Paese esca dalla crisi e torni a crescere, libero da zavorre, dobbiamo tutti, come cittadini democratici in nome dello Stato, mettercela tutta».

ROMA - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, con il ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, il ministro dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Gianluca Galletti, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, i sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio e Sandro Gozi, il consigliere diplomatico del presidente del Consiglio, Armando Varricchio, intrattenendoli a colazione. Lo rende noto un comunicato del Quirinale nel quale si precisa che nel corso dell'incontro sono stati affrontati i principali temi del prossimo Consiglio Europeo di Bruxelles.

NAPOLITANO: LAVORERÒ FINCHÈ ME LO CONSENTONO LE FORZE - «Continuerò a operare nei limiti delle mie forze», ha dichiarato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso dell'incontro riferendosi al suo secondo mandato al Colle. Ed ha aggiunto: «Perché il nostro Paese esca dalla crisi e torni a crescere, libero da zavorre, dobbiamo tutti, come cittadini democratici in nome dello Stato, mettercela tutta. Oltre all'apporto delle imprese e oltre la sollecitazione delle politiche per la crescita e il lavoro, conta l'emergere nella società e nei ceti dirigenti del paese di una comune consapevolezza della responsabilità da assumersi per realizzare i processi di cambiamento. Nessun profondo e organico cambiamento potrà compiersi - ha avvertito il capo dello Stato - se prevalesse la tendenza di singoli settori della società e di singoli attori sociali a considerare i problemi che il nostro paese si trascina pesantemente dietro oramai da decenni come addebitabili solo a una parte e che solo ad una parte tocchi fare ogni sforzo per superarli».

L'ITALIA È ANCORA INDIETRO - «In Italia si sta diffondendo un senso di insofferenza per il trascinarsi di vecchi assetti strutturali e di potere, ma anche una determinazione forte a non fermarsi nel perseguire la strada delle riforme e dei cambiamenti in parte già avviate», ha detto fra l'altro il presidente del Consiglio Giorgio Napolitano, consegnando al Quirinale le onorificenze ai nuovi Cavalieri del lavoro. Napolitano ha ricordato infatti «le troppe contrapposizioni pregiudiziali, l'incapacità di dialogo e di intesa, gli atteggiamenti frenanti o di vero e proprio rifiuto rispetto a scelte concrete di riforma che sono state l'espressione di conservatorismi, corporativismi e ingiuste pretese di conservazione di posizione di rendita, di ingiuste posizioni acquisite. Ma non bisogna dimenticare - ha aggiunto - che tocca all'Unione europea imboccare la strada di politiche decisamente orientate alla crescita anche perché, nonostante indubbie differenze, è l'Europa nel suo insieme che accusa i colpi di una tendenziale stagnazione se non deflazione».