7 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Ennesima fumata nera

Il problema è Violante

Dopo che Forza Italia ha cambiato ben tre candidati, ormai è palese che lo sbarramento dei dissidenti sul voto parlamentare per i giudici della Consulta ha un solo nome, ed è quello dell' ex presidente della Camera.

ROMA - Ormai non c'è dubbio, le fumate nere per la consulta hanno un nome e cognome, e cioè Luciano Violante. A provarlo sono i ripetuti cambi di cavallo di Berlusconi che per superare lo sbarramento targato Forza Italia, ha prima puntato su Catricalà, poi su Bruno e stamani su Caramazza. Il partito democratico invece è rimasto fermo, immobile come una statua di bronzo, su un unico nome, quello dell'ex presidente della Camera.

ACCANIMENTO TERAPEUTICO SU VIOLANTE - Poichè Violante è un nome che Forza Italia ha sempre dichiarato di gradire, manifestando inoltre il proprio apprezzamento sull'ex magistrato con una enfasi perfino eccessiva, non resta che concludere: nel partito democratico c'è un numero di parlamentari che Violante non lo manda giù in nessun modo e questo gruppo di ribelli ha la possibilità di bloccare il candidato di Largo del Nazareno all'infinito. Dopo questa prova del nove non c'è da aspettare cosa farà il Pd, se cioè vorrà continuare, nonostante tutto, l'accanimento terapeutico nei confronti di Luciano Violante.

AVANTI CON LA 17ESIMA VOTAZIONE - Il candidato del Pd, Luciano Violante, si ferma a 511 voti. Il candidato di Forza Italia, Francesco Caramazza, ha ottenuto 450 preferenze. Sono i risultati della sedicesima seduta congiunta del Parlamento per l'elezione dei due giudici della Consulta. Non essendo stato raggiunto da nessuno dei candidati il quorum richiesto dei 3/5 dell'Assemblea, si dovrà quindi procedere con la diciassettesima votazione.

MALUMORI IN FORZA ITALIA E OPPOSIZIONE DEL M5S - A determinare la sconfitta del nuovo ticket di candidati sono stati sia la scheda bianca dei parlamentari leghisti (che non sono stati consultati da Forza Italia) e le molteplici assenze dei senatori. Dopo il ritiro degli azzurri Catricalà e Bruno, incapaci di raggiungere il quorum dei 3/5 dei votanti, i malumori di Forza Italia hanno determinato anche la non elezione di Violante e Caramazza. L'elezione di Luciano Violante vede anche la rigida opposizione del M5s che ritiene il candidato non idoneo, in quanto "privo dei requisiti" (come la docenza universitaria in materie giuridiche perpetuata per almeno due decenni).