4 giugno 2020
Aggiornato 16:30
Nomine CSM

M5S: Non votiamo i vostri complici

Il M5s voterà scheda bianca per l'elezione dei due giudici della Corte Costituzionale. I nomi proposti sarebbero infatti «impresentabili☼, e i grillini continueranno a designare unicamente il loro candidato: Alessio Zaccaria.

ROMA - Il Movimento 5 stelle voterà scheda bianca nella dodicesima votazione del Parlamento in seduta comune, per l'elezione di due giudici della Corte costituzionale. A dare l'annuncio è stato il deputato stellato Danilo Toninelli, nel corso di una conferenza stampa alla quale ha preso parte con la sua collega Roberta Lombardi e con i senatori Vito Petrocelli (capogruppo M5S a palazzo Madama) e Giovanni Endrizzi. Per il Movimento 5 stelle le candidature di Luciano Violante e Donato Bruno sono «impresentabili».

CI AVETE INCASTRATO - «Noi - ha spiegato - a giugno abbiamo scritto a tutti i partiti proponendo un confronto trasparente su nomi proposti da loro, come noi abbiamo scelto i nostri. I nostri quattro candidati non sono i nostri nomi, non li conosciamo nemmeno, e non ci impiccchiamo a questi come ha equivocato il presidente Napolitano nella nota di oggi. Per questo voteremo scheda bianca, ci interessa che passino dei candidati per il bene di tuti. Dateci dei nomi onesti, indipendenti e validi e li voteremo». Niente di nuovo invece sul Csm: i parlamentari M5S continueranno a votare il candidato da loro prescelto, Alessio Zaccaria. «Ci hanno messo nella palude», è l'accusa lanciata agli altri gruppi politici dal capogruppo stellato al Senato Petrocelli, secondo il quale i candidati alla Consulta devono «rispettare dei requisiti di indipendenza dalla politica oltre che di competenza. Stiamo dando un segnale, è evidente - ha sottolineato ancora Toninelli - che non siamo mai stati considerati dagli altri, che hanno fatto gli accordi fuori dal Parlamento, al buio del Nazareno».

VIOLANTE E BRUNO? IL PEGGIO POSSIBILE - Endrizzi ha sottolineato che il Movimento 5 stelle, con la scelta della scheda bianca, si sta facendo carico «anche delle responsabilità che altri non si sono presi». Roberta Lombardi ha replicato indirettamente al capo dello Stato, che ha criticato duramente oggi le «chiusure settarie» sulle candidature altrui. Sottolineando che dal punto di vista del suo gruppo Violante è stato «garante» di Berlusconi (allusione al famoso discorso parlamentare dell'ex presidente della Camera sulle tv del leader di Fi) ma ha parlato anche di «coinvolgimento» dell'esponente democratico «nella trattativa Stato-mafia». Lombardi attribuisce a Violante delle «reticenze, dichiarazioni ambigue registrate dai magistrati nisseni diciassette anni fa, quando era presidente della commissione parlamentare antimafia». Mentre Donato Bruno non può essere indipendente dalla politica: «E' in Parlamento dal '96, rappresenta il primato della politica», ha affermato.

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