23 ottobre 2019
Aggiornato 20:30

Il piano Berlusconi: «Scurdammoce o passato»

Il Cavaliere è particolarmente concentrato in queste ore sul progetto di ricostruire l'alleanza di centrodestra. Tanto per cominciare per le prossime elezioni regionali, ma con lo sguardo rivolto alle politiche. L'atteggiamento al momento è di massima disponibilità e apertura. Intanto nel partito il problema sono le «casse vuote».

ROMA - Con deputati e senatori che affollano la Camera per le votazioni su Consulta e Csm ci scherza su: «Fatemi vedere in tasca se avete i soldi». Ma il mandato che Maria Rosaria Rossi, la tesoriera, ha avuto da Silvio Berlusconi è perentorio: le casse di Forza Italia piangono, si rischia di non poter pagare gli stipendi di settembre, ed è arrivato il momento di intervenire. Tanto per cominciare, tornando a fare pressing sui parlamentari morosi, quelli cioè che da tempo (in alcuni casi anche da anni) non versano al partito il contributo mensile.

ONOREVOLI DEBITORI - Raccontano che l'ex premier (oggi impegnato ad Arcore in una riunione con Verdini, Letta e Ghedini) si sia detto «indignato» dall'atteggiamento di molti onorevoli azzurri: d'altra parte finora è stato proprio il suo portafoglio a tenere in vita il partito. Ed è di questo che si è parlato in un incontro convocato proprio dalla senatrice Rossi con lo stato maggiore azzurro. L'idea è quella di interpellare i debitori a uno a uno, invitandoli a pagare, perché - è il ragionamento - «il partito è come una famiglia e se si desidera farne bisogna dare un contributo». Che, tradotto, vuol dire: chi si ostina a essere insolvente rischia non soltanto di finire sui media nella lista nera ma anche di essere sanzionato fino a perdere le cariche ricoperte o la possibilità di ricandidatura. La speranza, ovviamente, è che basti la sola minaccia.

SCURDAMMOCE O PASSATO - Ma c'è un altro obiettivo su cui, dicono, l'ex premier è particolarmente concentrato in queste ore ed è il suo progetto di ricostruire l'alleanza di centrodestra. Tanto per cominciare per le prossime elezioni regionali, ma con lo sguardo rivolto alle politiche. L'atteggiamento al momento è di massima disponibilità e apertura come è stato evidente dalla conferenza stampa convocata al partito dai componenti del tavolo per le alleanze: parole al miele, all'insegna dello «scurdammoce o passato», nei confronti di tutti gli altri partiti del centrodestra. Compresa Ncd.

MODIFICHE CONDIVISE SULL'ITALICUM - L'accordo, d'altra parte, sarebbe a un passo. Ma ci sono due ordini di questioni: il primo è la attuale lontananza di posizioni tra il partito di Alfano e la Lega. Non a caso Giovanni Toti ci tiene a ricordare che la giunta Maroni si regge proprio su un'alleanza come questa e con «9 voti determinanti di NCD». Altro nodo è proprio quello del rapporto con gli ex colleghi di partito: non tutti, infatti, fanno il tifo per un ritorno alla casa madre. E, d'altra parte, lo stesso Cavaliere, di alcuni non sentirebbe certo la mancanza. Ma quello di un accordo per le politiche è un discorso che verrà. L'amo però è lanciato come dimostra l'apertura a modifiche condivise sull'Italicum. «FI - garantisce Romani - si farà carico anche dei problemi degli altri partiti del centrodestra».

POLEMICHE SULLE PRIMARIE - Sullo sfondo, però, resta l'annosa questione della spaccatura interna a Forza Italia sulle primarie. Altero Matteoli, presidente del comitato sulle alleanze, sul punto è netto: meglio non farle ma nessuno si impiccherà al no. Un messaggio diretto a Raffaele Fitto che della consultazione dal basso ha fatto una bandiera. E che infatti replica: le primarie non sono un dogma, ma sono una opportunità da non perdere.