19 novembre 2019
Aggiornato 21:00
La riforma della Giustizia

NCD: «Vogliamo la separazione delle carriere»

E' questo il messaggio che il Nuovo centrodestra lancia, attraverso «L'Occidentale» a proposito della riforma della giustizia. Separazione delle carriere, revisione della disciplina della pubblicabilità delle intercettazioni, prescrizione e durata dei processi sono alcuni dei temi toccati nella lunga nota pubblicata dalla testata del partito guidato da Angelino Alfano.

ROMA - «Siamo disponibili a trovare una sintesi, non a contraddire ciò in cui crediamo». E' questo il messaggio che il Nuovo centrodestra lancia, attraverso «L'Occidentale», suo giornale on line, a proposito della riforma della giustizia. Separazione delle carriere, revisione della disciplina della pubblicabilità delle intercettazioni, prescrizione e durata dei processi sono alcuni dei temi toccati nella lunga nota pubblicata dalla testata del partito guidato da Angelino Alfano

Rilancio del processo breve - Tra le proposte evidenziate nel documento, c'è l'apertura alla possibile sospensione della prescrizione in alcune fasi del procedimento, in cambio però di un rilancio del processo breve: «Una giustizia - si legge - che ritenga inconcepibile per uno Stato democratico la pretesa di un rapporto punitivo che duri illimitatamente nel tempo, e che dunque a fronte di ipotesi di interruzione della prescrizione in corrispondenza di determinate tappe processuali, preveda tempi certi per la celebrazione dei successivi gradi di giudizio e anche per la fase delle indagini preliminari».
«Una giustizia - scrive ancora 'L'Occidentale' - nella quale la custodia cautelare in carcere sia l'eccezione da motivare e non la regola dalla quale dover derogare. Una giustizia nella quale non si abbiano sentenze mediatiche anticipate dalla prematura divulgazione delle intercettazioni, soprattutto se irrilevanti e relative a soggetti terzi. Una giustizia che preveda efficaci strumenti normativi per il contrasto di condotte dall'elevato disvalore sociale ed economico, che siano però razionali e ben formulati».

Separazione della carriere - Ncd vuole «una giustizia nella quale la separazione delle carriere garantisca la effettiva terzietà del giudizio, nella quale l'autogoverno sia sottratto alla lottizzazione correntizia, nella quale il giudizio disciplinare sia efficace, imparziale e svincolato dagli organi che sovrintendono all'andamento della carriera».
«Una giustizia - prosegue la nota dell'Occidentale - per la cui ingiusta amministrazione il responsabile, come chiunque altro in questo Paese sbagli, sia chiamato a pagare; con tutte le cautele dovute alla particolarità della funzione giudiziaria ma senza più disparità di trattamento. Vasto programma? Sono le nostre idee, e una riforma della giustizia dovrà contenere molto di tutto questo».

Giovanardi: Accantonare temi divisivi - «Ho fatto presente al ministro Orlando, durante l'incontro dei grupppi di maggioranza presso il ministero della Giustizia, che l'intesa positiva che si sta crostruendo sul tema della responsabilità civile dei magistrati e sulla riforma del CSM, oltre a quella sulla giustizia civile, non può essere contraddetta in settembre in Commissione Giustizia del Senato dove sono all'ordine del giorno argomenti assolutamente divisivi come il disegno di legge Scalfarotto sull'Omofobia e quello del Pd sulle Unioni civili». Lo dichiara in una nota il senatore Carlo Giovanardi, capogruppo Ncd in commissione Giustizia Senato. «Su questi temi ho chiesto innanzitutto che il Governo non intervenga con suoi disegni di legge se non condivisi dall'intera maggioranza e che non vengano comunque trattati in commissione bloccando così il sollecito iter delle riforme concordate. Il ministro Orlando ha preso atto di queste richieste e data la delicatezza del tema, si è riservato di parlarne con il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi», conclude Giovanardi.

Pagano: ottimo metodo Orlando. Ora passare ai fatti - «Il metodo inaugurato dal Ministro Orlando è ottimo ma occorre dar seguito concretamente con i fatti». Lo dichiara in una nota Alessandro Pagano, deputato del Nuovo Centrodestra e membro della commissione Giustizia, a margine del vertice di maggioranza, alla presenza del ministro Andrea Orlando. «Sui temi cardine della giustizia è finalmente arrivato il momento storico per rendere il nostro sistema giudiziario giusto, così come si addice ad un Paese civile. La responsabilità civile dei magistrati è stato uno dei temi al centro del dibattito - commenta Pagano - ed è emersa la comune volontà, da una parte, di non accanirsi contro i magistrati o limitarne l'autonomia e l'indipendenza, ma d'altra parte, è emerso il supremo interesse a tutelare i diritti dei cittadini, ormai da troppi decenni calpestati».
«Per quanto riguarda il Consiglio Superiore della Magistratura, è chiaro che il vero nodo, è la modifica del sistema elettorale che ha consentito la formazione di 'filieriè o di correnti che dir si voglia. Eliminare le terrificanti logiche correntizie che tanto male hanno fatto al Paese, è la missione che ci siamo dati e su questo tema ci confronteremo, per trovare una buona soluzione», ha concluso Pagano.