26 giugno 2022
Aggiornato 07:00
Scontro diplomatico Israele-M5s

«Non siamo antisemiti»

Dopo la richiesta da parte del M5s di un embargo nei confronti di Tel Aviv, è scontro diplomatico tra l'ambasciata israeliana e il Movimento. I pentastellati difendono la loro posizione e affermano: "Le nostre parole sono state strumentalizzate".

ROMA - Scontro Movimento Cinque Stelle-ambasciata di Israele in Italia a seguito della netta presa di posizione pro Palestina da parte del Movimento di Beppe Grillo, arrivato a chiedere al ministro Mogherini l'embargo economico e la sospensione delle forniture militari nei confronti di Israele.

M5s: Non siamo antisemiti - «Secondo quanto apparso su alcuni organi di stampa - hanno reso noto in una dichiarazione congiunta i deputati M5S della commissione Esteri- il portavoce dell' ambasciata israeliana in Italia, Amit Zarouk, avrebbe associato la nostra posizione sul conflitto in Medio Oriente ad una forma contemporanea di antisemitismo. Premesso che riteniamo l'accusa una pura strumentalizzazione, che pesa sulle migliaia di vittime cadute dall'inizio dei bombardamenti dell'esercito israeliano, ribadiamo la nostra apertura al confronto con la rappresentanza diplomatica israeliana a Roma, come già richiesto nei giorni scorsi attraverso lettera formale, alla quale non abbiamo tuttavia ricevuto ancora alcuna risposta».

"Israele ha diritti e doveri": «Proprio alla luce del nostro pieno riconoscimento, culturale e giuridico, dello Stato di Israele - hanno aggiunto i deputati M5S - crediamo che lo stesso Governo israeliano disponga sì di diritti, come quello di esistere, ma anche di doveri, come il rispetto del diritto umanitario e internazionale. Doveri ai quali finora non ha voluto adempiere».

"Contro Netanyahu un processo per crimini di guerra" - Il deputato del M5s della commissione Esteri, Manlio Di Stefano, parlando a nome dei colleghi grillini aveva affermato rivolgendosi alla Mogherini: «Il Governo interrompa immediatamente la fornitura di armi allo Stato d'Israele e sospenda temporaneamente tutti gli accordi economici con Tel Aviv, o dovrà ritenersi complice del massacro perpetrato nella Striscia di Gaza".

«Riteniamo opportuno - aveva concluso Di Stefano - che, alla luce degli attacchi indiscriminati dell'esercito israeliano su scuole, ospedali e centri per l'infanzia, la Corte dell'Aja valuti l'apertura di un processo per crimini di guerra e crimini contro l'umanità nei confronti del governo Netanyahu».