20 novembre 2019
Aggiornato 20:00
Chiesa Cattolica

IOR, dimissioni Von Freyberg dopo solo 16 mesi?

Era stato nominato in extremis nel febbraio 2013, dopo l’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI. Era arrivato dalla Germania per risollevare le sorti dello Ior, l’Istituto per le Opere di Religione, rimasto per nove mesi senza presidente in seguito alla cacciata di Ettore Gotti Tedeschi avvenuta nel maggio 2012 in piena bufera Vatileaks: ora a scricchiolare sempre di più sembra ess

CITTÀ DEL VATICANO - Lo iato tra il passato e il presente, tra lo strascico di scandali concluso con la rinuncia di Benedetto XVI e la riforma di Papa Francesco, sta nella "dichiarazione" che padre Federico Lombardi legge nel corso di un briefing. «Lo IOR - scandisce il portavoce Vaticano - si trova in un tempo di transizione e di sviluppo naturale e sereno. Il contributo del presidente Ernst von Freyberg continua ad essere profondamente apprezzato e valutato molto positivamente. Ulteriori chiarificazioni sono possibili, anzi verosimili, la settimana prossima, dopo l'incontro del Consiglio per l'Economia, che avrà luogo sabato». Il gesuita risponde così alle «notizie e domande circolate sulla stampa in questi ultimi giorni», riferimento evidente alle voci di prossime dimissioni del presidente dell'Istituto per le Opere di Religione, il tedesco Ernst von Freyberg. Eventualità plausibile, la settimana prossima, che però il Vaticano non conferma né smentisce. E che, soprattutto, La Santa Sede intende sterilizzare da veleni, maldicenze e contraccolpi che hanno caratterizzato la controversa cacciata del suo predecessore Ettore Gotti Tedeschi.

Il caso Gotti Tedeschi
Il banchiere italiano viene licenziato «ex abrupto» il 23 maggio del 2012 dal board dell'istituto, che agì d'intesa con il segretario di Stato Tarcisio Bertone. Il giorno dopo, peraltro, il 24 maggio, viene arrestato il maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele, poi condannato per la fuga di documenti riservati del Santo Padre, molti dei quali riguardavano proprio accuse e conflitti sulle finanze della Santa Sede. Gotti Tedeschi si sentì vittima del suo impegno per la trasparenza finanziaria, i quattro membri laici della «banca» vaticana - l'americano Carl Albert Anderson, il tedesco Ronaldo Hermann Schmitz, lo spagnolo Manuel Soto Serrano e l'italiano Antonio Maria Marocco, tuttora in carica - affermarono che l'ex presidente era stato cacciato «per non aver svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio». Seguirono mesi al vetriolo in Vaticano. Nel corso del tempo è emerso che Benedetto XVI non era stato informato del licenziamento dello stimato Gotti Tedeschi. La procura di Roma ha riconosciuto, poche settimane fa, la correttezza del suo operato. Nel frattempo, con l'elezione di Jorge Mario Bergoglio, il Vaticano è entrato in un'altra era.

Von Freyberg, vaso di coccio tra vasi di ferro
Il presidente attuale dello Ior, il tedesco Ernst von Freyberg, fu scelto, dopo lunghi mesi di vacanza, agli sgoccioli del pontificato di Joseph Ratzinger. Ora potrebbe essere sostituito a poco più di un anno e mezzo dal suo insediamento. Ma la sua uscita si svolge in un frangente del tutto diverso dal suo predecessore. Von Freyberg ha ereditato una situazione molto complicata. Ha fatto avanzare la linea di trasparenza finanziaria. Ha gestito con nettezza la grana di Nunzio Scarano, il monsignore arrestato in estate per truffa. Ha agito in linea con il riformismo di Jorge Mario Bergoglio. Ma si è fatto anche molti nemici. In un articolo apparso nei giorni scorsi sull'Espresso si legge di mancanze e opacità che gli sono addebitate da un documento firmato da mons. Battista Ricca, il fidato «prelato» di Papa Francesco, col quale pure Von Freyberg ha collaborato a lungo. Vaso di coccio tra vasi di ferro, il tedesco si è trovato stretto tra la resistenza della vecchia guardia capeggiata dai cardinali italiani sconfitti al Conclave e la nuova leva (statunitense, tedesca, maltese) che sta prendendo il controllo delle finanze vaticane dopo gli anni degli scandali e delle inchieste. Presidente «part time» (risiede a Roma tre giorni a settimana, il resto del tempo torna in Germania per guidare la sua industria navale), Von Freyberg occupa una casella, quella di presidente dello Ior, che verrà ridisegnata come l'intero settore economico e finanziario del Vaticano: l'istituto avrà un ruolo ben più delimitato, la "banca centrale" diventerà, dopo bonifica, l'Amministrazione per il Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), tutto l'organigramma (Governatorato, Prefettura degli Affari economici, Propaganda fide) sarà riformato. Come lui, dovrebbero scadere prossimamente anche i membri del "board". Il regista di tutta l'operazione è il cardinale australiano George Pell, potente segretario dell'Economia, coadiuvato dal cardinale tedesco Reinhard Marx, capo del Consiglio per l'Economia, struttura creata da Jorge Mario Bergoglio (come il super-dicastero della Segreteria) che, sabato prossimo, si riunirà con la riforma dello Ior all'ordine del giorno. La settimana prossima, prevedibilmente mercoledì, le novità verranno rese note in una conferenza stampa in Vaticano.

Grosse novità in arrivo
Ma nel frattempo il portavoce vaticano ha messo i paletti. Con una dichiarazione il cui «wording» è stato attentamente scelto con i cardinali consiglieri del Papa, il cosiddetto «C9» riunito in questi giorni con Bergoglio, ha confermato che è in corso una «transizione», ha indirettamente confermato la compattezza dei collaboratori del Papa sottolineando che questo tempo è «naturale e sereno», ha voluto mettere nero su bianco che Ernst von Freyberg, se se ne andrà, non sarà per incapacità, omissioni o spaccature con l'entourage del Papa (il suo contributo «continua ad essere profondamente apprezzato e valutato molto positivamente»). E, accennando a «ulteriori chiarificazioni» che sono «possibili, anzi verosimili, la settimana prossima», ha preannunciato che al torrione Niccolo V, sede dello Ior, sono in arrivo grosse novità.