15 giugno 2021
Aggiornato 17:30
Governo

Renzi: «Non ne possiamo più di un'Italia impaurita»

Il premier da Pechino: «Dobbiamo fare qualcosa di più, dobbiamo andare avanti a testa alta». La classe politica che «è stata il peggior direttore commerciale possibile per il Paese»

Pechino, 12 giu. - «Non ne possiamo più di un'Italia impaurita, rassegnata, rannicchiata su se stessa: dobbiamo fare qualcosa di più, dobbiamo andare avanti a testa alta». E' l'incitamento che il premier Matteo Renzi ha rivolto agli imprenditori italiani in Cina, riuniti per un appuntamento all'Ambasciata italiana di Pechino.

LE COLPE DELLA CLASSE POLITICA - Per il premier finora l'Italia, e in particolar modo la classe politica che «è stata il peggior direttore commerciale possibile per il Paese», si è comportata «come un negoziante che si mette sulla porta del negozio e dice: 'Per carità, non entrate da me che abbiamo un sacco di problemi!'». Ma ora «dobbiamo cambiare atteggiamento: tanto più ci riusciremo, tanto più dimostreremo che siamo cambiati» e che adesso, ha ribadito Renzi, «le riforme non si annunciano, si fanno».

ITALIA FACCIA SQUADRA - Gli investimenti cinesi in Italia «sono ancora pochi, dobbiamo essere più aperti» perchè investimenti diretti nel nostro Paese «significano posti di lavoro». Ma per riuscirci «l'Italia deve smettere di dividersi, giocare finalmente di squadra: ma non solo a parole, giocare sul serio», ha ragionato il presidente del Consiglio. Più tardi, parlando con gli imprenditori italiani in Cina riuniti all'Ambasciata italiana, il premier ha aggiunto: «In un'intervista tv i cinesi mi hanno chiesto quale fosse il mio calciatore preferito della Nazionale. Io ho risposto Cesare Prandelli, perchè serve un allenatore, non bastano i giocatori. Qualcuno che fa gol si trova, ma bisogna giocare di squadra».

L'INCONTRO CON LA BANCA CENTRALE DI CINA - Dopo aver visto ieri il Presidente della Repubblica popolare cinese e il primo ministro, Renzi chiude la sua visita di Stato in Cina incontrando il governatore della Banca Centrale cinese, la People's Bank of China, Zhou Xiaochuan. Secondo quanto riferito da fonti della delegazione italiana, il governatore ha rivolto al presidente del Consiglio le sue congratulazioni per le riforme politiche e istituzionali avviate, giudicando quella di Renzi un'agenda ambiziosa che va nella direzione giusta. Dal governatore di PBoC, istituto che ha partecipazioni in Eni ed Enel superiori al 2%, è arrivata - sempre secondo le stesse fonti - anche la richiesta di una semplificazione delle regole, anche in campo economico.