25 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Centrodestra | NCD

Quagliariello: «Al governo per non lasciare i moderati a Renzi»

Intervistato da Libero, l'ex ministro delle Riforme spiega che «il problema del centrodestra, che è anche il nostro, consiste nel comprendere se sia possibile ricostruire un'area alternativa alla sinistra e potenzialmente vincente»

ROMA - Gaetano Quagliariello, senatore e stratega del Ncd, vuole costruire una coalizione in grado di sconfiggere il Pd alle prossime elezioni. Sino ad allora, però, il Nuovo centrodestra dovrà continuare a stare in una «condizione di felice ambiguità. Perché non sono d'accordo - avverte Quagliariello - con chi sostiene che il problema del centrodestra è il governo».

Intervistato da Libero, l'ex ministro delle Riforme spiega che «il problema del centrodestra, che è anche il nostro, consiste nel comprendere se sia possibile ricostruire un'area alternativa alla sinistra e potenzialmente vincente». Il contributo di Ncd alla causa è «anche» stare al governo con Renzi »perché la prima cosa da fare è non lasciare tutto il campo dei moderati a Renzi. Se lo facessimo, il Pd diventerebbe davvero il grande partito della nazione. Un milione e 200mila italiani ci hanno votato perché chiedono stabilità, governabilità e riforme. Richieste che qualcuno di centrodestra deve soddisfare, se non si vuole regalarne tutta la rappresentanza a Renzi».

«La nostra, in questo momento - osserva Quagliariello - deve essere una strategia di felice ambiguità. Da una parte dobbiamo stare al governo e incidere di più per completare il risanamento del Paese e definire regole condivise. Dall'altra dobbiamo lavorare per costruire il fulcro di uno schieramento alternativo alla sinistra in un nuovo bipolarismo. Se il baricentro moderato sarà chiaro, nessun veto ad allargarsi verso l'ala destra».

«In questa fase - insiste il coordinatore nazionale di Ncd - il nostro obbligo è dare consistenza programmatica e numerica alla dimensione moderata del centrodestra che ha resistito e non è stata assorbita dal renzismo. Per farcela, l'unico modo è mettere insieme tutto quello che rientra in questa dimensione. Iniziando dal non rendere un'associazione temporanea d'impresa il nostro rapporto con l'Udc, parlando anche con quelli di Scelta civica che ci stanno. Dopo si potrà aprire il discorso con Forza Italia e con gli altri».

Alla domanda se siano pronti ad allearsi con Le Pen, Quagliariello risponde: «Nelle grandi forze bipolari ci sono sempre parti 'estreme', ma non rappresentano mai la posizione dominante. La logica vincente è centripeta: occorre prendere tutto l'elettorato identitario, ma bisogna essere in grado di contrastare l'avversario nella conquista dell'elettorato moderato, che è più mobile. Berlusconi, nel '94, fece esattamente questo: attrasse Msi e Lega, non fu certo attratto da loro».

«Il nostro programma ideale», spiega è stare con Renzi fino allo scadere della legislatura e intanto lavorare alla costruzione dell'alleanza che dovrà sfidare Renzi. «Anche perché così avremmo un bipolarismo più maturo. Ma il risultato non dipenderà solo da noi. Dobbiamo trovare gente che abbia filo e voglia per tessere insieme a noi». Una alleanza con Renzi alle Politiche «non è nelle nostre intenzioni. Certo, il futuro dipenderà anche da quali risposte il nostro progetto riceverà dagli altri interlocutori di centrodestra. La prima cosa da affrontare non è il metodo, ma il programma. Le primarie vanno benissimo e lo abbiamo già detto. Ma è dalle idee che bisogna iniziare».

In Ncd, conclude Quagliariello, «serve un forte rinnovamento. Dobbiamo far capire che nel Ncd c'è una classe dirigente nuova, mettendoci tutti in discussione. L'impegno politico, se concepito come servizio, non può essere per tutta la vita. Non è una questione di rottamazione, non abbiamo un problema generazionale. Dobbiamo semplicemente mettere le persone giuste a fare quello che sanno fare, anche attingendo a nuove energie e nuovi volti». «L'esame» delle Europee per gli attuali vertici, tuttavia, «è stato superato».