20 settembre 2019
Aggiornato 09:30
Riforma della Giustizia

Il PD apre alle richiesta sulla giustizia chiesta da Alfano

Speranza: «Per anni il Pdl ha cercato solo l`impunità per Berlusconi. Oggi c`è una nuova fase. E noi non abbiamo paura, siamo pronti». Cicchitto (Ncd): «Si ripropone l`esigenza di lavorare in Parlamento, dalla separazione della carriera, al ridimensionamento della custodia cautelare, alla responsabilità civile dei giudici»

ROMA – Il capogruppo alla Camera del Partito democratico (Pd), Roberto Speranza ha accolto l'invito di Angelino Alfano di mettersi al lavoro per la riforma della giustizia. «Per anni il Popolo della libertà (Pdl) ha cercato solo l'impunità per Silvio Berlusconi. Oggi c'è una nuova fase. E noi non abbiamo paura, siamo pronti», ha detto Speranza al Corriere della Sera.

FINITI I RICATTI - «Ora non ci sono più i ricatti di prima e c'è una maggioranza più coesa. Da una parte ci siamo noi che vogliamo le riforme. Dall'altra, il partito dello sfascio, l'alleanza dei populismi, Beppe Grillo e Berlusconi», ha continuato il capogruppo Democratico.

LE PROPOSTE PD - Quanto al merito della riforma Speranza ha spiegato: «Abbiamo già cominciato da tempo, indipendentemente da Berlusconi. La proposta di legge Ferranti, approvata in commissione Giustizia, limita l'abuso della custodia cautelare. In Italia 4 detenuti su 10 sono in attesa di giudizio. in Gran Bretagna solo 1,6 su 10. Tre su 4 vengono assolti. È inaccettabile. La responsabilità disciplinare dei magistrati dovrebbe essere assunta da un organismo terzo, una Alta corte disciplinare per tutte le giurisdizioni, formata non esclusivamente da magistrati. Per gli errori giudiziari la responsabilità non può che essere dello Stato. Poi è chiaro che potrà rivalersi sui magistrati. Tuteliamo indipendenza e autonomia dei giudici. Ma questo non significa irresponsabilità o arbitrarietà».

SOVRAFFOLLAMENTO CARCERI - Infine il sovraffollamento delle carceri: «Siamo per la depenalizzazione. A causa della Fini-Giovanardi ci sono 27 mila tossicodipendenti in carcere. E molti immigrati, a causa della Bossi-Fini. Abbiamo riempito le carceri di poveri cristi, di indifesi, degli ultimi», ha spiegato il Democratico. L'obbligatorietà dell'azione penale? «È giusta, ma dobbiamo rendere più chiari i presupposti di intervento dei giudici. Deve essere chiaro che si agisce quando c'è una notizia di reato», ha risposto il deputato.

LEVA, RISPONDIAMO APPELLO COLLE - A Speranza ha fatto eco Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd: «Dobbiamo fare nostri i costanti appelli del capo dello Stato ad avviare riforme oramai ineludibili. E' in gioco la credibilità della politica nei confronti del Paese. Bene quindi ha fatto oggi Roberto Speranza a rilanciare la necessità di una riforma della giustizia. Riteniamo per questo indispensabile che all'indomani dell'approvazione della legge di stabilità si apra una sessione parlamentare ad hoc. La riforma della giustizia oramai non è più procrastinabile - ha spiegato Leva -, non solo per logici motivi di diritto, ma ai fini del buon funzionamento dello Stato. La giustizia penale e in particolare quella civile, con i rispettivi problemi, costano assai care ai cittadini italiani, alle imprese e all'intero Paese».

NCD, DA PD CONSAPEVOLEZZA - Dal Nuovo centrodestra (Ncd) di Alfano, ha risposto Fabrizio Cicchitto: «Se non sono state raccolte firme sufficienti (nei referendum dei Radicali per una 'Giustizia giusta', ndr), allora si ripropone l'esigenza di lavorare in Parlamento per la riforma della giustizia, dalla separazione della carriera, al ridimensionamento della custodia cautelare, alla responsabilità civile dei giudici, ad altri temi. Da questo punto di vista l'intervista del presidente Speranza esprime una consapevolezza sulla gravità della situazione. Evidentemente sui contenuti la questione è del tutto aperta».