19 agosto 2019
Aggiornato 07:00
Imposta sugli immobili

Nel PD continua lo scontro sull'IMU

Il Partito democratico si presenta diviso sulla tassa. Fassina segue la linea del segretario: «Toglierla all'85% delle famiglie non è contentino, è operazione significativa». Damiano frena: «Non è vero problema dell'Italia»

ROMA - Nel Partito democratico (Pd) il tema Imu non è stato affrontato solo dal segretario Guglielmo Epifani, che ha aperto a una «riformulazione dell'imposta», ma ha anche sottolineato che c'è «anche altro da fare». Sulla stessa linea il responsabile Economia Stefano Fassina che ha proposto l'eliminazione della tassa per l'85 per cento delle famiglie. Intransigente Cesare Damiano: «L'Imu è una priorità elettorale del centrodestra, non un problema del Paese».

NON E' UN CONTENTINO - Il viceministro all'Economia, Stefano Fassina, ha detto che togliere l'Imu sulla prima casa «per la stragrande maggioranza degli italiani, cioè sull'85 per cento delle famiglie, non è un contentino ma un'operazione significativa». Fassina però, intervistato a Radio anch'io, ha ricordato: «Le risorse sono limitate. Ci sono anche altre priorità, come rifinanziare la Cig in deroga, gli esodati ed evitare l'innalzamento dell'Iva - ha proseguito - L'intervento sull'Imu va visto in una quadro dove ci sono anche altre priorità».
Per Fassina il tema dell'Imu è strettamente connesso alle difficoltà del Paese: «Stiamo discutendo in queste ore dei problemi di milioni di persone, come i disoccupati, i cassaintegrati, gli esodati e l'aumento dell'Iva, bisogna trovare un punto di equilibrio e credo ci siano le possibilità. Se eliminiamo l'Imu per l'85 per cento delle famiglie italiane non si tratta di un contentino, è operazione significativa». L'operazione, ha calcolato Fassina, «costerebbe 2 miliardi circa, mentre altri 2 miliardi ce ne vorrebbero per il restante solo 15 per cento» che pagherebbe ancora l'Imu. Sul dove trovare le risorse, il viceministro ha dato la sua opinione: «Non sarei d'accordo se per eliminare l'Imu si dovessero aumentare le accise o l'Iva. Potrebbe far gridare a qualcuno che ha vinto ma poi a pagare sarebbero gli italiani».

NESSUNA IPOTESI SU ALTRE TASSE - Anche il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha risposto alle domande dei cronisti su possibili aumenti di altre tasse per eliminare l'Imu, chiarendo che: «Non c'è nessuna ipotesi».

IL PD VEDA IL BLUFF DEL PDL - Posizioni meno concilianti verso il Popolo della libertà (Pdl) da Cesare Damiano, deputato del Pd presidente della commissione Lavoro di Montecitorio. «Non serve a nessuno che ci venga ripetuto ogni giorno: 'O si toglie l'Imu a tutti o cade il governo'. Sappiamo che non è possibile e che sarebbe sbagliato soddisfare questa richiesta: il Pd ribadisca con forza le sue priorità e vada a vedere il bluff dei pasdaran del centrodestra» ha detto il deputato.
Per Damiano, la richiesta «ossessiva e monocorde» del centrodestra a proposito dell'abolizione totale dell'Imu «risponde sicuramente ad un'esigenza di campagna elettorale del Pdl», ma non ha «niente a che fare con le priorità economiche e sociali del Paese e non fa i conti con le risorse che sono a disposizione».
Poi il deputato ha lanciato una provocazione: «Togliere la tassa sulla prima casa all'80% dei cittadini sarebbe un grande risultato. Propongo di applicare la stessa percentuale alle priorità indicate dal Pd: l'80% del miliardo e mezzo necessario per rifinanziare la cassa integrazione in deroga, l'80% delle risorse necessarie per correggere la riforma delle pensioni e per diminuire la pressione fiscale su imprese e lavoro. Fatemi sapere dove si firma un accordo di questo genere che arrivo con la penna in mano».

Secondo Damiano il vero problema dell'Italia sono altri: «E' necessaria una cabina di regia che distribuisca equamente, tra le varie priorità, le risorse disponibili. Insistiamo: la tassa sulla prima casa va rimodulata e far risparmiare ai più ricchi qualche migliaio di euro all'anno, non solo non genera automaticamente una ripresa dei consumi, come sanno tutti gli economisti, ma sottrae risorse a quei cittadini che non arrivano a fine mese e che sono rimasti senza reddito a causa della crisi occupazionale o di un sistema pensionistico targato Fornero che ha spostato anche di 4-5 anni il momento delle pensione. Cosa rispondiamo a queste persone che vivono nell'angoscia quotidiana? Bisogna che il centrodestra cambi musica: vorremmo che ci dicesse cosa ne pensa della cassa in deroga, degli esodati e della diminuzione della pressione fiscale su imprese e lavoro e soprattutto quando questi problemi dovrebbero essere risolti e con quali risorse».