Siria, Bonino: «Evitare la scadenza dell'embargo per le armi»
Lo ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino al suo arrivo al Consiglio Affari esteri dell'Ue, oggi a Bruxelles, che è dedicato in gran parte proprio alla Siria: «Il punto più importante è il successo della Conferenza di Ginevra»
BRUXELLES - I veti incrociati tra i diversi paesi rischiano di far cadere l'embargo internazionale sulla vendita di armi alle fazioni in guerra in Siria, che deve essere rinnovato entro il 31 maggio, e questo va evitato. Lo ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino al suo arrivo al Consiglio Affari esteri dell'Ue, oggi a Bruxelles, che è dedicato in gran parte proprio alla Siria.
«Come finirà la discussione non lo so, quello che so - ha osservato parlando ai giornalisti - è che dobbiamo evitare che i veti incrociati, posizioni così divergenti da essere inconciliabili, abbiano come risultato la caduta totale dell'intera struttura dell'embargo. Credo che in gioco in gioco ci siano non tanto le agende nazionali quanto un dato di responsabilità complessiva: il punto reale a mio avviso non è tanto embargo sì o embargo no, quanto Ginevra sì o Ginevra no», ha aggiunto il ministro con riferimento alla conferenza internazionale di pace sulla Siria prevista nella città elvetica il mese prossimo.
Il successo della Conferenza, insomma, «è quello che dovremmo discutere, invece di focalizzarci su un punto (l'embargo sulle armi, ndr) che è pure importante, ma non è affatto l'unico, in particolare alla luce delle notizie non buonissime che arrivano da Istanbul (dove l'opposizione siriana non è riuscita a esprimere una posizione unitaria, ndr) e che arrivano dal terreno».
Bonino ha poi sostenuto la necessità di «lavorare velocemente per l'ipotesi 3 fra quelle previste dalla diplomazia internazionale per lo scenario siriano, ovvero una un allentamento parziale dell'embargo sulle armi, che consenta di rifornire le forze dell'opposizione, ma secondo precisi criteri e in cambio di garanzie. Ma bisogna lavorare», ha proseguito, «soprattutto per affrontare gli altri temi: quale sarà il formato a Ginevra (della Conferenza di pace, ndr), che cosa vogliamo a Ginevra, cosa siamo in grado di fare perché sia un successo».
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