18 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
Natale Forlani, l’ex portavoce di «Todi2» denuncia la strategia del «Forum»

Intellettuali cattolici: «Per Montezemolo condannati all’irrilevanza»

Per il direttore generale dell’immigrazione al ministero del Lavoro «il colpo di mano» a favore di Italia Futura ha disgregato il progetto faticosamente elaborato da 60 autorevoli intellettuali cattolici

ROMA - Le sue dimissioni in ottobre da portavoce di «Todi2» a pochi giorni dalla riedizione di quel «Forum» che solo un anno prima aveva sancito, attraverso le parole del cardinale Angelo Bagnasco, il definitivo abbandono da parte del Vaticano della nave di Silvio Berlusconi, fu interpretato come una alzata di testa da primo attore che si sente scavalcato da coprotagonisti a rischio di rubarsi tutta la scena.

Forlani: un colpo di mano pro Montezemolo - Al momento della sua uscita dal «Forum», Natale Forlani evitò di alimentare il fuoco di una polemica che avrebbe definitivamente affossato anni di lavoro spesi a tessere quel patchwork a colori in cui fare convergere in un unico progetto le variegate anime cattoliche.
Ma ora che la disillusione dei cattolici per la lista dei candidati approntata da Monti ha portato allo scoperto l’inconsistenza dell’architettura uscita da «Todi2» , per di più scodellata nel peggiore dei modi dall’annullamento dell’appuntamento che si sarebbe dovuto tenere a Roma proprio alla presenza dell’ex premier, ha deciso di togliersi qualche sassolino dalle scarpe svelando, in una intervista al Corriere della Sera, che cosa avvenne nei giorni che precedettero le sue dimissioni da portavoce del Forum.
«Ci fu un colpo di mano - ha rivelato Natale Forlani - condotto da chi decise che un 'Forum', nato per esercitare una pressione prepolitica e quindi essenzialmente culturale per consentire al mondo cattolico di contare effettivamente nelle scelte dei partiti, dovesse trasformarsi in un impegno politico diretto con l’alleanza a ItaliaFutura e a Montezemolo. Scelta del tutto legittima in se, ma fatta senza che gli esponenti più autorevoli delle associazioni ne sapessero niente».

Tradito il progetto degli intellettuali cattolici - Forlani respinge le accuse che allora gli furono rivolte di essersi dimesso per fare da spalla al Pdl e insiste invece sul tradimento perpetrato ai danni di 60 autorevoli intellettuali cattolici «di grande spessore» che avevano messo le loro conoscenze al servizio di quello che pensavano un progetto comune e che poi furono sistematicamente ignorati.
«Il nostro progetto - spiega Forlani - era quello di avere una forza effettiva di un centinaio di parlamentari presenti nei tre principali partiti, in grado, al momento giusto, di far valere trasversalmente le questioni che ci stanno a cuore, le questioni eticamente sensibili».

Un grande orizzonte barattato con sparute candidature - E invece quale è stato il risultato? » Ci sarà qualche candidato qua e là, senza nessun progetto comune e soprattutto senza nessuna possibilità di incidere. I cattolici saranno condannati ad essere irrilevanti».
Secondo Forlani l’errore è stato appiattirsi sulle possibilità della società civile di operare una palingenesi della politica e forse anche la Chiesa ha peccato di eccessivo ottimismo offrendo a Monti un lasciapassare in bianco.
«La prova - precisa Natale Forlani - è che non vedo nell’orizzonte elettorale le priorità dei cattolici, dal sostegno al lavoro di cura delle famiglie, alla proposta di detassazione dei servizi alla persona».

Poi conclude: «Ecco, alla fine Todi è servita a far candidare qualcuno nella lista Monti. Mi sembra un po’ poco».