21 ottobre 2019
Aggiornato 00:00
Inchieste giornalistiche

Tremonti replica a «Report»: Mai rubato un Euro

L'ex Ministro dell'Economia: Dal 2011 non mi sono arricchito, semplicemente ho disinvestito titoli già in mia proprietà, in totale tracciabilità bancaria. Tutto il mio patrimonio è coerente con i redditi dichiarati, è trasparente, ed è tutto «Italia su Italia». Borghesi (Idv): «Tremonti protegge i paradisi fiscali»

ROMA - «Non ho mai rubato un euro o ricevuto alcun beneficio indebito. Per fare il Ministro - come dovuto - ho rinunziato ai miei redditi professionali». Lo ha affermato l'ex ministro Pdl dell'Economia Giulio Tremonti, replicando all'inchiesta giornalistica che lo ha riguardato, andata in onda ieri sera su Raitre a Report.
«Report - ha affermato Tremonti - potrebbe gentilmente distinguere tra soldi guadagnati od ereditati e soldi rubati, tra soldi privati e soldi pubblici. Faccio l'avvocato dal 1984. Ho sempre dichiarato tutti i miei redditi. Dal 1994 le mie dichiarazioni dei redditi sono pubbliche, i miei atti patrimoniali sono fatti per atto pubblico e resi pubblici. Dal 2011 non mi sono arricchito, semplicemente ho disinvestito titoli già in mia proprietà, in totale tracciabilità bancaria. Tutto il mio patrimonio è coerente con i redditi dichiarati, è trasparente, ed è tutto 'Italia su Italia'».

Borghesi (Idv): Protegge i paradisi fiscali - «Giulio Tremonti ha protetto, in qualità di ministro, e continua a proteggere i paradisi fiscali. La puntata di ieri di Report ha messo in evidenza aspetti oscuri che vanno chiariti. In particolare a proposito della gestione degli immobili di proprietà della famiglia Tremonti (stimati dall'Agenzia del Territorio in 25 milioni di Euro) e gestiti in Italia da Felice Beltrametti, cognato di Tremonti e titolare del 10% della società Generale Gestioni (a sua volta proprietaria di immobili per 50 milioni di euro), il cui 90% è in mano ad una società anonima svizzera Assiral Finance». Lo ha affermato in una dichiarazione il presidente del gruppo Idv alla Camera Antonio Borghesi.
«Chi c'è - ha domandato il capogruppo Idv - dietro questa società anonima? Ricordo solo la continua reticenza di Tremonti ad affrontare il tema degli accordi bilaterali dell'Italia con i paradisi fiscali, compresa la Svizzera, il più importante per i depositi illegali italiani. Mentre altri Paesi, come Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito hanno stipulato accordi, nulla si è mosso in Italia. E quando in occasione di una audizione del ministro Tremonti facemmo presente questo fatto la sua risposta fu davvero sorprendente e lapidaria: nessun Paese serio fa trattati con i paradisi fiscali. Ho denunciato tutto ciò alla Camera in un mio intervento. Ma ad oggi, nel portale dell'OCSE dedicato agli accordi bilaterali stipulati dall'Italia, non vi è traccia di trattati realizzati negli ultimi cinque anni né con la Svizzera, né con gli altri paradisi fiscali, neppure con San Marino, con il quale è stato solo siglato un protocollo il 3 giugno 2012».