28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
La riforma della legge elettorale

Schifani: Legge elettorale? Il Senato non può restare con il cerino in mano

«Una cosa è certa, tra due settimane la nuova legge elettorale deve andare in aula. Il Senato non può restare con il cerino in mano». In una intervista a Il Corriere della sera. Passigli: «Senza riforma ripresento il referendum». Calderoli: «Temo che il porcellum non cambierà»

ROMA - «Una cosa è certa, tra due settimane la nuova legge elettorale deve andare in aula. Il Senato non può restare con il cerino in mano». In una intervista a Il Corriere della Sera, il presidente del Senato Renato Schifani esprime il convincimento che non si può tornare al voto con il porcellum.
«Non è da escludere - prosegue Schifani - un messaggio del capo dello Stato» alle Camere «perché la Corte costituzionale, seppure in via incidentale, ci ha detto che l'attuale premio di maggioranza così com'è concepito non va bene» perchè chi vince, senza considerare una soglia minima di voti effettivamente presi, porta comunque a casa il 55% dei seggi.
«La situazione è davvero pesante. Per questo - conclude il presidente del Senato - dobbiamo subito andare in aula con la nuova legge elettorale».

Passigli: Senza riforma ripresento il referendum - «Il ritorno in campo di Berlusconi con posizioni anti-Monti ed anti-Europa segna la fine per Pd e centro di qualsiasi ipotesi di continuità dell'attuale coalizione dopo le prossime elezioni, e impone a progressisti e moderati di ricercare un accordo per governare assieme. Temo però che la decisione di Berlusconi segni anche la fine di qualsiasi ipotesi di riforma elettorale dato che il Cavaliere vorrà avvalersi delle liste bloccate del Porcellum per recuperare il controllo di un centro-destra in disfacimento». Lo ha dichiarato in una nota Stefano Passigli, ex parlamentare Ds e promotore del primo referendum elettorale anti-porcellum che fu poi ritirato in favore di quello pro-Mattarellum bocciato dalla Corte costituzionale.
«Se così sarà, annuncio fin da ora - ha aggiunto - che ripresenterò nel 2013 quella mia proposta di referendum sciaguratamente fermata lo scorso anno dai nostalgici del Mattarellum, dai fautori cioè di un falso maggioritario che anziché dare al paese governi stabili ed efficaci ha solo moltiplicato la frammentazione e spogliato gli elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti».

Calderoli: Temo che il porcellum non cambierà - «Il porcellum? Mi sembra che Bersani se lo voglia tenere stretto, anche a Berlusconi farebbe comodo, quindi per interessi di parte temo che la legge elettorale non cambierà». Lo ha detto Roberto Calderoli della Lega nord al Tgcom24.