8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
La crisi siriana

Terzi: In Siria siamo ad un punto di svolta

«Il senso di urgenza, la necessità di accelerare i tempi per fermare il conflitto» e consentire al Paese di «voltare pagina». Lo ha sottolineato oggi il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, in un lungo intervento su Repubblica intitolato «Preparare un futuro senza Assad»

ROMA - In Siria si è giunti «a un punto di svolta» e nella comunità internazionale è fortemente sentito «il senso di urgenza, la necessità di accelerare i tempi per fermare il conflitto» e consentire al Paese di «voltare pagina». Lo ha sottolineato oggi il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, in un lungo intervento su Repubblica intitolato 'Preparare un futuro senza Assad'.

«La posta in gioco è molto alta», ricorda il capo della diplomazia italiana, «e include la nostra 'responsabilità di proteggere' e la stabilità regionale». Il titolare della Farnesina osserva come il regime di Bashar al Assad sia ricorso «al tentativo di regionalizzare la crisi alimentando scontri al confine con Giordania, Libano e Turchia». La liberazione del popolo siriano e una maggiore distensione regionale vanno quindi «di pari passo»: secondo Terzi, «è sempre più evidente che solo una Siria unita e democratica può diventare un fattore di rassicurazione e stabilità per l'intero Medio Oriente».
Viceversa, avverte il ministro degli Esteri, «una transizione democratica incompiuta condannerebbe la Siria a una instabilità prolungata che lascerebbe il campo libero alle interferenze esterne da parte di forze interessate al caos permanente (è il caso dei gruppi terroristici) o alla modifica in chiave egemonica degli equilibri regionali (Iran)». Senza tralasciare, aggiunge, «il pericolo della proliferazione di armi di distruzione di massa», con la Siria che possiede il maggior arsenale di armi chimiche e biologiche in Medio Oriente.

Terzi sottolinea che la strategia comune si sta sviluppando «su due fronti tra loro sempre più interconnessi». Nell'immediato, «l'assistenza, in tutte le maniere possibili, con la sola eccezione dell'intervento militare, al popolo e all'opposizione siriani per aiutarli a resistere al regime e a prepararsi alla transizione». Allo stesso tempo, continua il ministro degli Esteri italiano, «l'avvio dei piani su come aiutare la Siria nel dopo-Assad, nel day-after, per la sua piena stabilizzazione politica ed economica».
Per il titolare della Farnesina, che osserva come in Siria «la crisi dell'attuale regime è ormai un dato irreversibile», l'Italia sta «operando in maniera attiva su entrambi questi fronti. Stiamo offrendo concretamente, in varie forme, il nostro sostegno al popolo e all'opposizione siriani».

Oltre a mantenere «un rapporto stretto» con il Consiglio nazionale siriano (Cns), a impegnare nel dialogo «le altre componenti della variegata opposizione siriana» e a continuare «in raccordo con la Lega araba e i nostri principali partner l'azione di persuasione sull'opposizione per mettere da parte le restanti rivalità», Terzi rivela che l'Italia sta considerando «la fornitura all'opposizione di strumenti di comunicazione utili a prevenire attacchi contro civili, soprattutto donne e bambini».
L'Italia, inoltre, ha proposto «l'iniziativa di una riflessione informale a Roma nei prossimi giorni con un gruppo di alleati e Paesi partner per approfondire ruolo e responsabilità internazionali nella Siria del dopo Assad».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal