22 settembre 2020
Aggiornato 13:30
Il Governo e la «strana maggioranza»

Veltroni: Voto anticipato? Berlusconi irresponsabile

L'esponente del PD al Corriere della Sera: Temo ultimo atto di irresponsabilità da Berlusconi. Il centrosinistra dovrebbe parlare meno di sè. Bersani: Dalla destra segnali poco piacevoli, noi leali. Franceschini: Tanti decreti ma lavoreremo per approvarli

ROMA - «Il voto anticipato è un delitto»: ne è convinto il democratico Walter Veltroni che, in una intervista al Corriere della sera, spiega che «parlarne ora, magari con Berlusconi ancora in campo, significa non avere consapevolezza di ciò che il nostro Paese rischia. Ma chi stacca la spina deve essere visibile, prendersi la responsabilità e la scossa, restando attaccato a quella spina».

Temo un atto di irresponsabilità di Berlusconi - L'ex candidato premier del Pd teme appunto che «Berlusconi voglia davvero compiere un ultimo atto di irresponsabilità» perchè «è tornato in campo con l'armamentario tradizionale: populismo, demagogia, spirito antieuropeo, pulsioni antitedesche e totale assenza di misura. L'annuncio che il governo Monti è sub iudice è l'ultimo danno che Berlusconi può fare al nostro Paese».

Il centrosinistra dovrebbe parlare meno di sè - «Apprezzo la posizione di Casini - aggiunge Veltroni - ma concentrarsi sulle alleanze quando per noi la scadenza del voto è tra un anno rischia di aumentare la percezione di instabilità», quindi il Pd «è chiamato oggi a rispondere non alla domanda con chi ti allei ma a un'altra: cosa fare per fronteggiare una situazione drammatica come questa». La linea della sobrietà vale anche per le primarie: «In questa situazione - conclude Veltroni - il centrosinistra dovrebbe parlare un po' meno di sé».

Bersani: Dalla destra segnali poco piacevoli, noi leali - Per la tenuta del governo a destra ci sono «fibrillazioni e segnali poco piacevoli», il Pd mantiene il suo «patto di lealtà». Lo ha detto il segretario Pier Luigi Bersani, rispondendo alla Camera ai giornalisti sul rischio di elezioni a ottobre.
Rischio, ha sottolineato il leader Pd, «non da parte nostra certamente, noi rimaniamo fermi, manteniamo il nostro patto di lealtà, per quanto non siamo senza critiche, difficoltà, problemi da sollevare».

Franceschini: Tanti decreti ma lavoreremo per approvarli - Alla Camera «c'è un calendario molto impegnativo di decreti, fra quelli già approvati e quelli probabili sono tredici: non c'è mai stata una concentrazione temporale e quantitativa così forte». Lo ha osservato il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini, al termine della conferenza dei capigruppo della Camera.
«Il Parlamento - ha aggiunto l'esponente democratico - ha il dovere di esaminarli. Senza queste polemiche sulle vacanze, staremo qui il tempo che servirà, a luglio e agosto».