26 settembre 2020
Aggiornato 17:00
La morte del Carabiniere scelto

Braj vittima di «attacco ostile degli insorti»

Il Sottosegretario alla Difesa Milone: «Esploso razzo, CC colpiti in modo vile». Nell'attacco di ieri feriti tre militari italiani. Pisicchio (Api): Responsabilità è ragionare su rientro. Areanazionale: Siamo stanchi della retorica. Domani a Roma i funerali solenni

ROMA - Un «attacco ostile deliberato, che fra l'altro è stato rivendicato ieri sera dal portavoce degli insorti talebani con una telefonata all'agenzia Afghan Islamic Press». Il sottosegretario alla Difesa Filippo Milone ha descritto così, in un'informativa in Aula alla Camera, l'attentato in Afghanistan in cui ha perso la vita ieri il carabiniere scelto Manuele Braj.

Carabinieri colpiti in modo vile - Braj, ha aggiunto il sottosegretario, è stato «colpito in modo vigliacco» mentre «stava addestrando le truppe afgane contro il terrorismo». Chi lo ha ucciso, secondo Milone voleva «impedire la nascita di un Afghanistan libero e democratico». Il sottosegretario ha quindi smentito alcune notizie circolate ieri sul fatto che la morte di Braj e il ferimento di tre compagni sia stata dovuta all'«incauto maneggio di ordigni» da parte dei militari italiani. Per questo, Milone ha mostrato in aula tre foto del luogo dell'attentato, presso la base di Adraskan. «Dai primi accertamenti - ha spiegato - è emerso che l'esplosione» è stata provocata da «un razzo proveniente da sud-sud est» partito «da circa 4 chilometri di distanza», da una posizione «ubicata alle spalle della linea delle sagome del poligono» dove si trovavano i carabinieri coinvolti.

Nell'attacco di ieri feriti tre militari italiani - Sono tre i militari italiani rimasti feriti ieri nell'esplosione di un razzo lanciato nella base di Adraskan, 60 chilometri a sud di Herat. Lo ha precisato il sottosegretario alla Difesa Filippo Milone, in un'informativa alla Camera sulle circostanze dell'attentato in cui ha perso la vita il carabiniere Manuele Braj.
Oltre alla vittima, ha riferito Milone, «al momento dell'esplosione, all'interno del manufatto, si trovavano: il maresciallo capo Dario Cristinelli, nato a Lovere Bergamo il 13 settembre 1974, proveniente dalla seconda brigata mobile carabinieri di Livorno capo nucleo addestramento e presente in garitta per impartire disposizioni di dettaglio; l'appuntato Enrico Filippo Napolitano, nato a Torino il 5 marzo 1979, proveniente dal settimo reggimento carabinieri Trentino-Alto Adige, istruttore»; e «il carabiniere scelto Emiliano Asta, nato ad Alcamo Trapani il 30 dicembre 1982, proveniente dal settimo reggimento carabinieri Trentino-Alto Adige, istruttore».

Pisicchio (Api): Responsabilità è ragionare su rientro - «Credo che in ognuno di noi si celi un velo di angoscia nel pronunciare per l'ennesima volta parole di cordoglio alla famiglia di un altro ragazzo del Sud che muore in quel posto lontano, per una 'missione di pace'. Il dolore e la solidarietà sono doverosi da parte delle istituzioni. Ma, subito dopo il momento del cordoglio, ci dovrà essere il momento della responsabilità: è giunto ormai il giorno di ragionare sul rientro dei nostri militari». Lo ha dichiarato Pino Pisicchio, capogruppo di Alleanza per l'Italia alla Camera, nel corso della replica in aula a Montecitorio all'informativa sulla morte del carabiniere Braj in Afghanistan.

Areanazionale: Siamo stanchi della retorica - «Ancora un lutto in missione internazionale, ancora lacrime e ancora domande. Un razzo avrebbe colpito il carabiniere Braj in Afghanistan, ma sono tanti i razzi che quotidianamente colpiscono i nostri carabinieri nella vita di tutti i giorni». E' quanto si legge in un editoriale sul sito Areanazionale.it.

Domani a Roma i funerali solenni - Domani alle 19 presso la basilica romana di Santa Maria degli Angeli si svolgeranno le esequie solenni del carabiniere scelto Manuele Braj, ucciso ieri in Afghanistan. Lo ha riferito in un'informativa alla Camera, il sottosegretario alla Difesa Filippo Milone. La salma, ha spiegato, arriverà domani alle 10.30 all'aeroporto militare di Ciampino E dopo le «incombenze di medicina legale» sarà allestita una camera ardente presso la chiesa dell'ospedale militare del Celio.