30 settembre 2020
Aggiornato 00:30
Il sisma in Emilia | La visita del Pontefice

Il Papa ai modenesi: Non siete soli

Benedetto XVI ha visitato stamane il modenese per esprimere la propria vicinanza alle popolazioni colpite dal terremoto di fine maggio. Il Pontefice ringrazia il Cardinale Caffarra: «Cuori senza crepe». Annuisce con Errani

CITTÀ DEL VATICANO - Il Papa ha visitato stamane il modenese per esprimere la propria vicinanza alle popolazioni colpite dal terremoto di fine maggio.
Il Papa è giunto in elicottero poco dopo le 10.20 nel campo sportivo di San Martino di Carpi. Un gruppetto di bambini gli ha dato il benvenuto. Ad accoglierlo il vescovo di Carpi Francesco Cavina e il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. Salito a bordo di un pulmino Benedetto XVI ha compiuto la prima sosta nella 'zona rossa' davanti alla parrocchia di don Ivan Martini, a Rovereto di Novi, parroco morto sotto i detriti del sisma nel tentativo di recuperare il quadro di santa Caterina. Sul sagrato della chiesa era stata posta la statua della Madonna, quella sì salvata dal sacerdote. Il Papa è fermato alcuni minuti in preghiera silenziosa, poi ha salutato due donne in rappresentanza delle famiglie che hanno perso familiari e il fratello di don Ivan e in jeep ha infine raggiunto il Campo Primavera, una delle 37 tendopoli che ospitano le oltre 12.500 persone assistite dalla protezione civile. Il Papa è giunto nelle zone colpite dal sisma dopo il Dalai Lama, che ha visitato Mirandola due giorni fa. Benedetto XVI aveva già visitato l'Aquila dopo il sisma del 2009.

CUORI SENZA CREPE - Al momento dei discorsi pubblici il governatore della regione Vasco Errani ha sottolineato, mentre il Papa annuiva, che «una società moderna e solidale si misura da come tratta anziani e bambini». Il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna e presidente della conferenza episcopale dell'Emilia Romagna, ha citato prima il don Camillo di Giovannino Guareschi e poi ha raccontato che alcuni giorni fa un bambino gli ha detto: «Ci sono tante crepe nelle nostre case, ma nessuna nei nostri cuori».

DIO RIFUGIO E FORTEZZA - Il Papa ha ripreso le parole del porporato sui cuori «che non hanno crepe» ed ha spiegato: «Fin dai primi giorni del terremoto che vi ha colpito, sono stato sempre vicino a voi con la preghiera e l'interessamento. Ma quando ho visto che la prova era diventata più dura, ho sentito in modo sempre più forte il bisogno di venire di persona in mezzo a voi». Benedetto XVI ha svolto una riflessione spirituale a partire dal salmo 46 («Dio è per noi rifugio e fortezza»... «perciò non temiamo se trema la terra»), per proseguire: «Su questa roccia, con questa ferma speranza, si può costruire, si può ricostruire», come con le macerie del dopo-guerra. «Ho visto che la vita ricomincia» ha detto guardandosi intorno. Il Papa ha poi fatto «un forte appello alle istituzioni, ad ogni cittadino ad essere, pur nelle difficoltà del momento, come il buon samaritano del Vangelo che non passa indifferente davanti a chi è nel bisogno». E tra gli applausi ha aggiunto: «La situazione che state vivendo ha messo in luce un aspetto che vorrei fosse ben presente nel vostro cuore: non siete e non sarete soli!».

RINNOVO DELLA CURIA ROMANA - Mentre il Papa si accingeva a rientrare in Vaticano, dove il suo elicottero è atterrato poco dopo le 13.30, la sala stampa ha diffuso, intanto, una serie di nomine che rinnovano i quadri della Curia romana.

Mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni e assistente spirituale della comunità di Sant'Egidio, è stato nominato presidente del Pontificio consiglio della Famiglia, il card. Ennio Antonelli, focolarino, che va in pensione dopo il successo dell'incontro delle famiglie a Milano Paglia è stato promosso arcivescovo e in ragione del nuovo incarico verrà facilmente creato cardinale. La nomina è anche un indiretto riconoscimento della stima di cui - nonostante qualche invidia - gode la comunità fondata da Andrea Riccardi in Vaticano. «Per me ha un significato il fatto che me lo chieda nel giorno nel quale Benedetto XVI è in visita alle famiglie dei terremotati in Emilia», ha detto Paglia a Radio Vaticana. «E' come dire che debbo seguire questo esempio: di stare su questa frontiera con la stessa passione con cui Benedetto XVI sta in questo giorno e da sempre».

Il Papa ha poi promosso l'arcivescovo francese Jean-Louis Brugues, finora segretario della congregazione per l'Educazione cattolica, al posto del pensionato card. Raffaele Farina nel ruolo di Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Nel giorno in cui una fuga di notizie su internet rivela che il superiore dei lefebvriani, mons. Bernard Fellay, avrebbe rifiutato l'ultima offerta della Santa Sede per il rientro nella Chiesa cattolica, il Papa ha poi creato la figura di vice presidente della Pontificia Commissione 'Ecclesia Dei', il dicastero vaticano che cura i rapporti con i lefebvriani e gli altri tradizionalisti, e - in vista di un prossimo pensionamento del cardinale presidente William Levada - ha nominato il monsignor statunitense Joseph Augustine Di Noia, officiale della congregazion per la Dottrina della fede all'epoca in cui Ratzinger era prefetto, esperto di lituriga e solidi rapporti con la comunità ebraica.

Infine il Papa ha nominato il polacco Krzysztof Jozef Nykiel al posto di Gianfranco Girotti come reggente della Penitenzieria apostolica e il tanzanese Protase Rugambwa al posto di Piergiuseppe Vacchelli come segretario aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e presidente delle Pontificie Opere Missionarie. Infine, il Papa ha formalmente accettato oggi le dimissioni di mons. Fernando Maria Bargallò, vescovo argentino della diocesi di Merlo Moreno, fotografato di recente abbracciato ad una donna nel mare di un resort messicano. Benedetto XVI ha contestualmente nominato Amministratore Apostolico 'ad nutum Sanctae Sedis' l'anziano vescovo Alcides Jorge Pedro Casaretto, ex vescovo di San Isidoro.