22 settembre 2019
Aggiornato 02:00
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Trivelle e terremoti: in Olanda multa da 1,2 miliardi

Exxon e Shell sono state condannate a un risarcimento miliardario, per i danni provocati a 30mila edifici, a causa delle operazioni di estrazione di metano nel sottosuolo olandese. In Italia la senatrice Adele Gambaro (Misto), ha presentato un'interrogazione per sapere se il sisma in Emilia Romagna nel 2012 sia stato provocato dalle attività di sfruttamento di idrocarburi.

ROMA – Che ci sia un legame fra terremoti e ricerca di gas o petrolio nel sottosuolo è ormai assodato. A riprova del fatto è arrivata nei giorni scorsi la notizia che Exxon e Shell sono state condannate a un risarcimento da 1,2 miliardi di euro, per i danni provocati a 30mila edifici nella provincia di Groningen in Olanda, a causa delle operazioni di estrazione di metano nel sottosuolo olandese. In Italia invece c'è chi si chiede, come la senatrice del gruppo Misto, Adele Gambaro, se il terremoto che sconvolse l'Emilia Romagna nel 2012 sia stato provocato dalle attività di sfruttamento di idrocarburi.

IL CASO OLANDESE - Procediamo con ordine. Il 14 aprile scorso il Consiglio di Stato olandese ha ordinato che il governo interrompesse l'estrazione di metano nel villaggio di Loppersum, nella provincia di Groningen, dove è localizzato un campo di gas da 50 miliardi di metri cubi l'anno, il più grande d'Europa e uno dei più ricchi al mondo. Nella sua ordinanza la Corte ha imposto che le attività estrattive a Loppersum e attorno alla località potranno riprendere «solo nel caso l'estrazione in altre località non sia più possibile e si renda necessario per garantire la sicurezza negli approvvigionamenti». Il giudice ha spiegato di non aver potuto vietare le attività in tutta l'area, perché altrimenti «la domanda di gas dell'Olanda e dei Paesi confinanti non sarebbe più stata soddisfatta». Dal campo di Groningen infatti proviene il 61 per cento di tutto il metano olandese, il 15 per cento circa dell'intera produzione dell'Unione europea. La Corte è intervenuta per porre un freno ai centinaia (196 negli ultimi due anni) di piccoli terremoti, che hanno causato seri danni agli edifici della regione.

IL TERREMOTO IN EMILIA - Per quanto riguarda l'Italia, la Società geologica italiana era già intervenuta un anno fa riguardo il sisma in Emilia Romagna, in una lettera aperta in risposta ad una puntata di Report, spiegando ai giornalisti Rai che «se aveste chiesto a geologi esperti di sismotettonica, avreste potuto sentire che la relazione ipotizzata tra attività estrattive e terremoti, almeno nel caso emiliano, è poco realistica e basata su dati di quantomeno controversa interpretazione». Le polemiche a riguardo però non si sono mai sopite e come abbiamo anticipato Gambaro ha presentato una nuova interrogazione al presidente del Consiglio e ai ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo, per sapere se «il governo non voglia intervenire con indagini tecniche ulteriori, per fare chiarezza scientifica sull'accaduto e sull'incidenza delle trivellazioni nell'origine dei sismi, all'esito definitivo ed incontrovertibile delle quali concedere eventualmente la possibilità di estrarre ai privati;  se non intenda predisporre misure adeguate di controllo sulle concessioni future». Nel suo intervento la senatrice ha ricordato che la Regione Emilia Romagna ha sospeso tutte le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi, dopo «una serie di rapporti e relazioni che alcune commissioni tecniche presentarono all'indomani dei tragici eventi sismici del maggio 2012». Gambaro ha citato il report finale della commissione internazionale Ichese, dove si concluse che «non fosse possibile escludere, ma neanche provare» un collegamento tra le attività di sfruttamento degli idrocarburi e i terremoti.