25 gennaio 2022
Aggiornato 08:30
Il Presidente del Copasir intervistato dall'Espresso

D'Alema: Parte della borghesia vuole un nuovo Berlusconi

L'ex Premier: «Accorati appelli per Montezemolo. Per questo sostengono Grillo. Asse con i moderati per non ripetere l'errore del '94. Se vincesse Grillo, per l'Italia sarebbe il crac. Legge elettorale? Temo Berlusconi voglia mettersi di mezzo»

ROMA - Ci sono «forze» che lavorano per evitare che il Pd vada al Governo nella prossima legislatura, in particolare «parte della borghesia italiana», impegnata in «progetti velleitari» e «accorati appelli in direzione di Montezemolo». Massimo D'Alema, intervistato dall'Espresso, espone pubblicamente la tesi che da mesi circola ai vertici del Pd, ovvero l'idea che parte del cosiddetto 'establishment' stia remando contro i democratici.

Enfatizzato il risultato di Grillo per oscurare il PD - Per D'Alema ci sono «forze che agiscono per smantellare l'unica prospettiva politica in campo. Una parte della borghesia italiana. Quelli che dicono: meglio Grillo del Pd. Quelli che giocano sul patto tra gli industriali e gli indignati. Per quale prospettiva è difficile dirlo. Ci sono molti progetti velleitari, accorati appelli in direzione di Montezemolo, c'è chi attende l'arrivo del Cavaliere bianco, tutto purché non si esca a sinistra dalla crisi del berlusconismo. Berlusconi fu un modo di non uscire a sinistra dalla crisi della Prima Repubblica». Per questo, secondo D'Alema, «parte della stampa» ha enfatizzato il risultato di Grillo «occultando» la «notizia» della vittoria del centrosinistra: «Non dovrebbero esserci dubbi su chi ha vinto le elezioni».

D'Alema si rivolge direttamente ai «poteri forti»: «Chiedo alla borghesia, agli imprenditori, ai grandi editori: con chi volete governare l'Italia? Qual è il disegno? Dove si vuole arrivare? Prima di bombardare l'unica prospettiva di governo bisognerebbe pensarci bene». Per l'ex premier, «tutte le frasi che cominciano con 'i partiti' sono false e vanno abolite. Sono affermazioni che nascono dalla mancanza di coraggio di chiamare ciascuno con il suo nome e con le sue responsabilità. Il Pd si è battuto per riformare il finanziamento pubblico, il Pdl e la Lega si sono opposti. Non esistono partiti uguali: c'è chi spinge e c'è chi frena. Sulla riforma elettorale noi vogliamo il doppio turno, gli altri no. Sarebbe bene segnalarlo».

Se Passera o Montezemolo si candidano lo dicano ora - Chi vuole candidarsi alla guida di uno schieramento per le prossime politiche, a cominciare da Luca di Montezemolo e Corrado Passera, lo deve dire «adesso».
«Se Montezemolo o Passera pensano di candidarsi devono dirlo adesso, con chiarezza. Non è più la stagione delle furbizie. Ora governa Monti, poi ci sarà un dopo Monti che va preparato da adesso, con senso di responsabilità. Dobbiamo dire fin da ora innanzitutto ai cittadini italiani, ma anche ai nostri partner internazionali e ai mercati, dove vogliamo andare, quali sono le opzioni in campo. Noi siamo la principale».

Asse con i moderati per non ripetere l'errore del '94 - Nel '94 la borghesia usò Silvio Berlusconi per evitare che dopo il crollo della Dc vincesse la sinistra, adesso c'è la stessa tentazione, ma il Pd non deve commettere lo stesso errore di 18 anni fa, ovvero illudersi della «autosufficienza della sinistra».
«Berlusconi fu un modo di non uscire a sinistra dalla crisi della Prima Repubblica. L'errore politico che commettemmo allora, nel 1994, fu l'illusione dell'autosufficienza della sinistra. Non ci accorgemmo che il mondo conservatore e anticomunista non aveva più rappresentanza politica ma non per questo aveva smesso di essere la maggioranza dell'elettorato. C'era un vuoto e fu riempito da Berlusconi. Per evitare di ripetere l'errore dobbiamo costruire un asse di governo basato sull'alleanza tra progressisti e moderati».

Se vincesse Grillo, per l'Italia sarebbe il crac - Beppe Grillo ha la sua «radice culturale» nell' «antipolitica», ma ormai è un «fenomeno politico» e bisogna preoccuparsi perché se una forza del genere vincesse alle elezioni politica «per l'Italia sarebbe il crac».
«Dobbiamo renderci conto che noi siamo un grande Paese europeo, con vincoli economici internazionali. E dobbiamo immaginarci cosa potrebbe succedere se nel 2013, nel compiacimento generale, un fenomeno di questo tipo dovesse esplodere a livello nazionale con parole d'ordine come l'uscita dall'euro o il fatto che non dobbiamo pagare il debito pubblico. Capisco che tutto questo faccia divertire i media e che la sinistra vecchia, noiosa e burocratica venga presa a ceffoni... Ma dobbiamo tutti renderci conto che se dovesse vincere una forza di questo tipo per l'Italia sarebbe il crac».

Legge elettorale? Temo Berlusconi voglia mettersi di mezzo - La riforma della legge elettorale potrebbe essere bloccata dal Pdl, ma se si tornerà a votare con il porcellum il Pd dovrà fare le «primarie» per scegliere i suoi candidati.
«Temo che Berlusconi si voglia mettere di mezzo. Il Pd deve battersi per la sua proposta, le responsabilità devono essere chiare. E voglio vedere, per esempio, chi si opporrà al Senato alla riduzione del numero dei parlamentari. Se poi fossimo costretti a tornare a votare con il Porcellum noi dovremo fare le primarie per consentire ai cittadini di scegliere i nostri candidati».

Italiafutura bacchetta D'Alema: Ego Maximo, pensiero minimo - E' polemica tra Italiafutura e Massimo D'Alema. Il presidente Copasir in una intervista all'Espresso ha invitato, tra gli altri, Luca Cordero di Montezemolo a dire «adesso» se intende candidarsi alle politiche, aggiungendo che «non è più tempo di furbizie». Poco dopo, sul sito di Italiafutura, l'associazione del presidente della Ferrari, è comparsa una replica al vetriolo. «Dal marxismo al marziano. Ovvero: Ego Maximo, pensiero minimo, partito unico». Quindi, a seguire, è stato riportato un passaggio dell'intervista di D'Alema: «Noi rappresentiamo l'unica forza nazionale, l'unica possibilità di dare una guida politica al Paese».