22 ottobre 2019
Aggiornato 18:30
Sospetti e summit, è caos

Palermo: Casini vuole il Pdl, Fini frena

Alfano indica Cascio ma punta ad un'intesa su Costa, è braccio di ferro. Miccichè: Sto con Costa e voglio ricomporre il centrodestra. Briguglio: Perché Fini e Casini devono pagare le colpe di Alfano?. Ancora un nuovo candidato sindaco: Tommaso Dragotto

ROMA - Il futuro del centrodestra passa per Palermo. Come Roma nel 1993, le Comunali siciliane rischiano di segnare il destino dell'intera area moderata. Una partita complicatissima, un gioco del cerino arrivato forse in queste ore al suo epilogo. Condita di sospetti, candidature avanzate per essere ritirate e alleanze ricercate dissimulando, fra infinite riunioni e pressioni incrociate. Il cerino in questione è finito ora nelle mani di Gianfranco Fini, che deve scegliere se tenere duro e bloccare la convergenza del Pdl sul candidato del Terzo Polo o ascoltare quanto va ripetendogli Pier Ferdinando Casini, sostenendo che non paga la strategia di affondare Angelino Alfano proprio in casa sua. Fini, raccontano, sarebbe orientato per ora a tenere il punto e a sostenere le ragioni di chi non considera positive le ragioni di un intesa con Alfano.

Sfida fratricida fra Costa e Cascio - Fra incontri alla Camera e una potenziale sfida fratricida fra Costa e Cascio, le prossime ore diranno del quadro che uscirà sul voto palermitano. Comunque vada, non sarà priva di conseguenze. E' in atto, riferiscono diverse fonti, un fortissimo pressing di Casini, convinto della necessità di consentire al Pdl il sostegno su candidato del Terzo Polo. Della questione si è a lungo discusso ieri nel corso di un ufficio di Presidenza di Fli. Ma ne hanno discusso oggi alla Camera Fini e Lombardo, intorno a mezzogiorno, così come il presidente della Camera ha avuto modo di trattare la questione con Micciché e anche con Casini. E' fortissima la fibrillazione in casa finiana, con buona parte dello stato maggiore del partito - e in particolare il gruppo dirigente finiano - contraria a un'intesa con il Pdl a Palermo. Forte anche dell'intesa con l'Mpa, buona parte di Fli ritiene inaccettabile una convergenza del Pdl: meglio allora rompere il fronte comune del Terzo Polo, se l'Udc decidesse di schierarsi con il Pdl. Quanto a Micciché, avrebbe nelle ultime ore aperto al Pdl, anche se secondo altre fonti sarebbe solo un modo per non intestarsi il veto sul partito di Berlusconi.
Mentre gli ambasciatori sono al lavoro, il Pdl ieri sera al termine di un vertice tra Alfano e lo stato maggiore del partito siciliano ha annunciato la disponibilità di Cascio a correre contro un uomo fino a poche settimane a lui vicino, Costa. E' stato Alfano a spingere moltissimo su Cascio - raccontano - superando le resistenze del politico siciliano e facendo pesare tutto il peso di segretario del Pdl per determinare l'accettazione della candidatura. E' proprio la possibilità di un scontro fra Cascio e Costa a rappresentare il punto di caduta dell'intera vicenda. Secondo alcune fonti pidielline, la scelta di agitare la candidatura Cascio potrebbe portare a piegare Fli e Mpa, determinando l'ok al sostegno pidiellino di Costa. In caso contrario, la sfida avrebbe un esito imprevedibile, proprio nella terra di Alfano, rischiando di metterne in difficoltà la segreteria. In caso di convergenza su un unico candidato moderato, invece, a rischiare sarebbe la tenuta del Terzo Polo.

Miccichè: Sto con Costa e voglio ricomporre il centrodestra - «Ho fatto la mia scelta a favore di Costa ma continuo a lavorare per una ricomposizione del centrodestra. Sarebbe un errore non convergere tutti sul nome del presidente del Coni». Così il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè, intervistato da la Repubblica.
Sull'incontro avuto nei giorni scorsi con il segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano, l'esponente del movimento arancione rivela: «ad Angelino ho detto di levarsi dalla testa» l'idea che Grande Sud possa sostenere alle elezioni amministrative di Palermo un candidato del Pdl, «non ci sono le condizioni. In seconda battuta Alfano mi ha chiesto di adoperarmi per favorire l'allargamento al Pdl della coalizione che sostiene Costa».
Possibilità che Miccichè non scarta, anzi riferendosi al vertice avuto ieri con il presidente della Camera Gianfranco Fini e il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il leader di Grande Sud spiega: «ho detto loro che un candidato del Pdl, oggi, è probabile che arrivi terzo alle amministrative. Ma non è scontato. Se il Terzo Polo non arriva neppure al ballottaggio, invece, meglio che prenoti la chiesa per il funerale». E sulle riserve espresse da alcuni esponenti di Fli e dal presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo su un possibile accordo con il Pdl a Palermo, Miccichè è chiaro: «ma perché dobbiamo favorire una conventio ad excludendum? Solo per far contento Lombardo che di solito si diverte a spaccare i partiti? E' il momento di lavorare di testa - sottolinea il leader di Grande Sud -, non di stomaco. Qui dobbiamo costruire la casa dei moderati, dobbiamo mettere su un nuovo polo che non è quello della libertà e non il terzo. E non si può fare tenendo fuori quella ampia fascia dei moderati che sta nel Pdl. Fini e Casini stanno ragionando».

Briguglio: Perché Fini e Casini devono pagare le colpe di Alfano? - «Perchè mai Massimo Costa e noi del Terzo Polo dovremmo assumerci di fronte ai cittadini palermitani e alla pubblica opinione nazionale le colpe gravissime della distruzione amministrativa e morale della città causata da Cammarata e dal Pdl? Perché mai Fini, Casini, Lombardo e Miccichè dovrebbero assumere in campagna elettorale le gravissime responsabilità politiche di Alfano e Schifani, pagando per colpe altrui? Come e cosa potrebbero rispondere, con Alfano e lo stato maggiore del Pdl schierato accanto a loro in campagna elettorale, alle ferocissime quanto prevedibili critiche di Orlando e Borsellino di rappresentare la continuità di una gestione che è stata peggio di una guerra o di un terremoto?». E' quanto dichiara in una nota Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati di Fli e coordinatore del partito in Sicilia.
«Mi piacerebbe - prosegue - che coloro che auspicano, in nome di una cosiddetta ricomposizione del centrodestra, di aprire la coalizione di forze che sostiene Costa al Popolo della Libertà, trovassero argomentazioni serie per rispondere a queste domande. Il Pdl candidi veramente Cascio, persona rispettabile, e si assuma da solo la responsabilità del malgoverno della giunta Cammarata, senza mendicare un nascondiglio nel Terzo Polo. C'è un dovere di chiarezza al quale nessuno può sfuggire».

Ancora un nuovo candidato sindaco: Tommaso Dragotto - C'è un nuovo candidato alle elezioni comunali di Palermo in programma la prossima primavera. E' Tommaso Dragotto, imprenditore del settore dell'autonoleggio, leader del Movimento Impresa Palermo che stamani ha ufficializzato l'avvio della corsa a Palazzo delle Aquile.
L'idea alla base del progetto di Dragotto è quella di applicare metodi di «gestione aziendale» all'amministrazione comunale per sanarne i bilanci, riportandone i conti in attivo.
«Perché dovremmo votare di nuovo chi ha distrutto la città? Sarebbe come se io riconfermassi dirigente della mia azienda una persona che ha fallito - ha spiegato il neocandidato civico - Mi fido dell'intelligenza dei cittadini, che non sono stupidi, e si rendono conto del degrado in cui è piombata la città dopo anni di malgoverno da parte di quelle forze politiche che oggi si ripresentano a chiedere il voto».
Il programma di Dragotto spazia dalla riorganizzazione delle società compartecipate dal comune, riducendole ad un'unica grossa società, all'allestimento di tecnologie wireless per offrire la connessione internet a tutta la città.
Tanti i progetti per Palermo, presentati stamani da Dragotto, anche quello che prevede la possibilità di trasformare via Libertà, corso principale del commercio cittadino, in una «rambla» sul modello di quella di Barcellona.