Liberalizzazioni, Monti: Serve un disarmo unilaterale delle rendite
Il Presidente del Consiglio: «Gli Italiani hanno voglia di tornare a crescere, di riprendere benessere. L'ENI non è debole ma il Governo si è imposto»
ROMA - «Lo sforzo che faccio con i ministri e il Parlamento è la spiegazione agli italiani che se tutti rinunciamo a qualche cosa, con un disarmo multilaterale dei privilegi e delle rendite staremo tutti meglio, non per solidarietà e generosità ma per il proprio stretto interesse in una prospettiva lunga nel tempo». Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Monti a Matrix parlando delle liberalizzazioni e delle proteste che hanno provocato.
«La cosa che sorprende gli italiani e gli stranieri - ha detto Monti - è la grande maturità con cui gli italiani hanno accettato le misure, ma ora hanno voglia di crescere, di riprendere benessere. Lo spread non è il voto definitivo della maestra però più scendono i tassi di interesse più si crea spazio nei conti dello stato e delle imprese per tornare a una vita economica normale, fatta anche di investimenti».
L'ENI non è debole ma il Governo si è imposto - Sulle liberalizzazioni «non abbiamo proposto di toccare solo gli interessi di avvocati, farmacisti, notai e taxisti. Da anni l'Ue chiedeva che nell'energia l'Eni accettasse che il governo imponesse la separazione della proprietà tra gestione e distribuzione. L'Eni non è certo un interesse debole, ma governo si è imposto e la separazione ci sarà». Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Monti a Matrix.
Quanto alle ferrovie l'idea del governo è di procedere nello stesso modo ma «non presto come per il gas, ma abbiamo messo in moto un meccanismo che porterà alla separazione tra proprietà dei mezzi e dei binari», ha spiegato Monti aggiungendo che questa liberalizzazione richiederà più tempo «perchè sennò permetteremmo alle compagnie straniere di beccarsi le linee più lucrative mettendo in difficoltà l'operatore italiano. La nuova autorità determinerà gli oneri per non penalizzare le società italiane rispetto a quelle straniere».