20 settembre 2019
Aggiornato 16:00
La crisi del debito sovrano

Prodi-Amato: Monti non molli su un Governo dell'Euro

Intervento sul Sole 24 Ore: «Il Premier venga in Parlamento e chieda sostegno prima del Consiglio UE». Per i due ex Premier il governo dell'euro dovrebbe essere affidato alla Commissione europea

ROMA - «In mancanza di azioni rapide e forti la crisi dei debiti sovrani si sta trasformando nella crisi dell'euro e minaccia le stesse basi della costruzione comunitaria. Ma la crisi è ben più che un tornado finanziario con conseguenze economiche e sociali devastatrici». E' quanto scrivono i due ex presidenti del Consiglio, Romano Prodi e Giuliano Amato in un intervento su Il Sole 24 Ore nel quale sottolineano «l'opportunità e l'urgenza che il presidente del Consiglio informi preventivamente le Camere sulla posizione del governo italiano, sollecitando un sostegno parlamentare» in vista del Consiglio europeo del 9 dicembre.

Amato e Prodi rilanciano l'esigenza della creazione degli «Stati uniti d'Europa» avvertendo l'importanza dell'appuntamento di venerdì prossimo per il salvataggio dell'eurozona. «Se l'eurozona fallisse - scrivono - tutta l'integrazione europea sarebbe minacciata» perciò suggeriscono di «utilizzare l'articolo 136 e la clausola di flessibilità del Trattato di Lisbona» coinvolgendo immediatamente «la commissione e il Parlamento europeo». Per i due ex premier il governo dell'euro dovrebbe essere affidato alla Commissione europea il cui vicepresidente, incaricato degli affari economici e monetari, dovrà rappresentare l'eurozona nelle istituzioni finanziarie internazionali».
Ma Amato e Prodi sottolineano anche la necessità di un maggiore coinvolgimento delle opinioni pubbliche in vista della revisione del Trattato: «Condividiamo la richiesta della convocazione in tempi rapidi di una Convenzione costituente che riunisca i rappresentanti del Parlamento europeo, dei parlamenti e dei governi nazionali e della Commissione» e «condividiamo l'idea di un referendum paneuropeo che sostituisca lo strumento di una somma di referendum nazionali».