23 novembre 2020
Aggiornato 17:00
Tensione nel capoluogo emiliano tra Polizia e manifestanti

Indignati e manganellati a Bologna. Il 15 capitale «occupata»

Oggi un gruppetto ha bloccato via del Corso a Roma. Le manifestazioni di oggi sono un «anticipo» di quanto avverrà sabato con l'evento «OccupyRome»

ROMA - Tensione a Bologna tra polizia e «indignati» che manifestano davanti alla sede della Banca d'Italia. Intanto Palazzo Koch, la sede della Banca d'Italia, in via Nazionale a Roma, è protetto da un cordone di forze dell'ordine. A Bologna decine di manifestanti dei centri sociali e universitari hanno tentato di entrare nella sede dell'istituto. Le forze dell'ordine in tenuta antisommossa hanno fatto alcune «cariche di alleggerimento». Tra i manifestanti diversi sono quelli che hanno lamentato dolori per le manganellate. Anche a Padova è andato in scena un presidio degli indignati davanti alla sede di Bankitalia.

La mattinata degli indignados bolognesi è iniziata intorno alle 11, in piazza Cavour, davanti alla sede locale di Bankitalia. Polizia e carabinieri presidiano l'entrata fino all'arrivo di un centinaio di giovani dei centri sociali e qualche universitario. «Default, default, entro in banca e son felice, se non pago il debito» cantano i manifestanti che sventolano cartelli contro le banche i governi. «Respinto al mittente» recita un cartello a forma di «lettera della Bce»; «Le nostre vite non sono in debito» è scritto su un lenzuolo; e ancora: «890 sfratti nel 2011 a Bologna», «A voi i debiti a noi la Borsa e la vita» firmato centro sociale Tpo; «Mille appartamenti mangiati dalle banche». Un coro per invitare il 15 ottobre tutti a Roma «contro l'austerità per il diritto all'insolvenza».
«Le banche hanno creato questa situazione - spiega Antonio, con un megafono in mano - speculando sulla crisi e sui debiti sovrani». Oggi «vogliamo entrare in Banca d'Italia perché è un luogo di decisione politica». La «rabbia precaria» vuole entrare negli uffici di piazza Cavour, ma le forze dell'ordine fermano i manifestanti con due cariche di alleggerimento. Martina, di 23 anni, finisce all'ospedale con la bocca rotta da una manganellata; un militare dell'Arma si lussa una spalla durante uno dei due interventi; altri 12 tra carabinieri e polizia vengono feriti.
Prima di lasciare Bankitalia, i giovani lanciano uova, gavettoni di vernice e qualche petardo contro le forze dell'ordine. Poi si dirigono verso il tribunale: con un palo di ferro sfondano la porta dell'ufficiale giudiziario e una delegazione comincia a gettare dalla finestra faldoni e libri contabili sotto gli occhi stupiti dei dipendenti. Per questa irruzione e per gli incidenti di piazza Cavour verranno fatti accertamenti e visionati i filmati. Sono possibili denunce per la manifestazione non autorizzata. Il corteo è proseguito a ora di pranzo in piazza Verdi, in zona universitaria. Appuntamento sabato a Roma; i centri sociali in una riunione stasera organizzeranno il viaggio.

Momenti di tensione anche a Roma, dove alcune decine di manifestanti partiti da Montecitorio al grido «via la casta» hanno bloccato via del Corso, poi si sono diretti verso piazza Santi Apostoli. Al corteo, improvvisato, e senza autorizzazione, erano presenti in tutto una cinquantina di persone, e i manifestanti sono stati bloccati dalle forze dell'ordine e identificati. Poi si sono dispersi.

Le manifestazioni di oggi sono un «anticipo» di quanto avverrà il 15 ottobre. Quando gli indignati scenderanno «in piazza per rimanerci». L'invito, lanciato dal Coordinamento nazionale dei collettivi affidato ad un editoriale di Atenei in rivolta, è quello di «portare una tenda». Intanto l'evento OccupyRome si diffonde su Facebook, dietro un cartellone-slogan altrettanto esplicito: sullo sfondo il Colosseo, il simbolo di una tenda da campeggio, con la scritta imperativa «non torniamo a casa portati una tenda», e la parafrasi del motto che ha portato al successo Obama Yes we camp. La risposta che inizia a girare sul social network è entusiasta: «Sì. Occupiamo tutto».