24 giugno 2024
Aggiornato 16:00
Per abuso e ritardo di atti d’ufficio e inottemperanza all’ordine del Giudice

TBC al Gemelli, il Codacons denuncia Fazio

Il Codacons chiede tre milioni di euro di danni per ciascun bambino positivo alla tbc nato prima del gennaio 2011. Troppo tardi per la profilassi

ROMA - Nuova denuncia del Codacons alla Procura della Repubblica di Roma sul caso della tbc al Gemelli. A cadere nel mirino dell’associazione, il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, per le ipotesi di abuso e ritardo di atti d’ufficio e inottemperanza all’ordine del giudice.
Dopo la sentenza del Tar del Lazio, che ha ampliato i controlli ai bimbi nati nel periodo in cui l’infermiera malata ha lavorato presso il reparto di neonatologia del Gemelli, la risposta del Ministro – che ha investito della questione il Consiglio Superiore di Sanità – è stata per il Codacons insufficiente, perché di fatto non ha accolto le richieste del Tribunale.

«Rivolgersi a soggetti diversi dallo stesso giudice che ha emanato l’ordine – scrive il Codacons nell’esposto, inviato anche alla Corte dei Conti - costituisce abuso di atti e omissione e dilaziona l’esecuzione dell’ordine con danno gravissimo per la collettività e per l’Erario. Allo stesso modo, prestarsi a dare «pareri» su un atto dovuto vincolante e preciso emanato da un giudice, da parte dell’organo CSS può costituire il grave reato di concorso nella inottemperanza all’ordine del giudice».

Non solo. Per il Codacons i ritardi nell’accertamento della positività alla tbc nei bimbi nati prima del gennaio 2011 (data da cui la Regione Lazio ha fatto partire i controlli), possono avere effetti negativi sull’efficacia della profilassi antibatterica e, quindi, esporre a inutili rischi i bimbi coinvolti e le loro famiglie.
Per questo l’associazione ha deciso di chiedere 3 milioni di euro di risarcimento in favore di ciascun bambino nato prima del gennaio 2011 e positivo ai test sulla tubercolosi, ove per lui si rivelasse tardiva la profilassi in relazione ai ritardi negli accertamenti da attribuire unicamente alle omissione degli organi preposti.