28 gennaio 2020
Aggiornato 10:30
Indagati i medici del Gemelli, il Policlinico: «Fiducia nei Magistrati»

TBC al Gemelli, ceppo infezione da infermiera ai bambini

Investigatori: «Fallace il sistema di controllo del Gemelli». Polverini: «Siamo certi che la Magistratura farà chiarezza». Marino: «Situazione preoccupante, quali sono i protocolli di screening?»

ROMA - L'infermiera del Gemelli venne contagiata dalla Tbc quando era in servizio nel reparto di fisiopatologia polmonare. Successivamente, senza che nessuno dell'ospedale si preoccupasse di sottoporla ai controlli periodici previsti dalla legge, la donna prese servizio a neonatologia.
Gli inquirenti della Procura di Roma, che hanno proceduto oggi ad iscrivere il nome di 7 persone sul registro degli indagati, tra cui sei tra medici e funzionari del Gemelli, hanno tratto le prime conclusioni di quanto accertato sulla base di quanto è stato trasmesso dai carabinieri del Nas. E sempre tenendo come riferimento il lavoro degli investigatori a piazzale Clodio si ritiene «molto verosimile» che il ceppo di tubercolosi che ha colpito l'infermiera sia lo stesso di quello che ha raggiunto i bimbi nati al Gemelli.
I consulenti nominati dal pm Alberto Pioletti depositeranno la loro relazione solo tra qualche settimana, ma intanto il dato certo - si sottolinea - è che il sistema di controllo del personale del Gemelli è risultato «fallace».

Indagati i medici del Gemelli, il Policlinico: «Fiducia nei Magistrati» - «Fiducia nella magistratura» e «volontà di piena collaborazione», così la Direzione del Policlinico romano «A. Gemelli» di fronte alla iscrizione sul registro degli indagati per epidemia colposa e lesioni colpose di 7 persone, tra cui 6 medici del personale dell'ospedale, disposta dalla procura di Roma in relazione all'inchiesta sulla diffusione del bacillo della Tbc.
«In merito all'iscrizione nel registro degli indagati di alcuni suoi dipendenti, la Direzione del Policlinico A. Gemelli prende atto con serenità di quanto disposto dalla Procura della Repubblica di Roma e conferma la volontà e la piena disponibilità a collaborare per chiarire in tutti i suoi aspetti la vicenda relativa all'infezione tubercolare rilevata nel reparto di neonatologia, con particolare attenzione a quelli di carattere scientifico, clinico ed epidemiologico», si legge in una nota diffusa dal nosocomio romano.
La direzione del Policlinico sottolinea comunque che i casi di soggetti malati di TBC sono due (l'infermiera e una bambina) e «che tale circostanza dimostra che nessuna epidemia è in atto».
E - assicura la direzione del Gemelli - «l'ampiezza e la straordinarietà delle verifiche effettuate e ancora in corso, congiuntamente all'azione intrapresa dal Gemelli e dalla Regione Lazio, confermano e garantiscono ulteriormente la sicurezza del Policlinico e il rinnovato impegno di tutti gli operatori al servizio dei pazienti di Roma, del Lazio e dell'Italia intera».
«Nell'esprimere fiducioso rispetto per l'azione della magistratura - prosegue la nota - si rammenta che gli avvisi di garanzia sono strumenti finalizzati a consentire a ciascuno degli interessati di esporre tutti gli argomenti atti a rappresentare la propria posizione e la correttezza del proprio operato in relazione ai fatti oggetto delle indagini, il cui avvio costituisce in questo caso un atto dovuto, anche a fronte delle denunce pervenute».

Polverini: «Siamo certi che la Magistratura farà chiarezza» - «Certi che magistratura farà chiarezza», così il presidente della Regione Lazio Renata Polverini dopo che la procura di Roma ha iscritto sul registro degli indagati 7 persone, nell'ambito dell'inchiesta sulla diffusione del bacillo della Tbc al Policlinico Gemelli: il medico curante dell'infermiera di neonatologia del nosocomio e sei del personale dell'ospedale cattolico. Il presidente ribadisce la «massima disponibilità a collaborare», sottolineando che la Regione ha «sempre operato, secondo le proprie competenze, al fine di tutelare la salute dei cittadini nel rispetto di quanto previsto dalle linee guida nazionali e dalla normativa vigente in materia».
Inoltre - ricorda Polverini - «le Commissioni istituite ai vari livelli hanno svolto e completeranno i compiti loro assegnati».

Marino: «Situazione preoccupante, quali sono i protocolli di screening?» - «E' chiaro che in questa situazione preoccupante la Procura dovrà continuare il proprio lavoro di accertamento. Alla luce delle notizie diffuse, tuttavia, mi sento in dovere di rinnovare con fermezza alla presidente Renata Polverini la mia richiesta: è urgente sapere quali sono i protocolli di screening per la prevenzione della TBC adottati negli ospedali del Lazio». Così in una nota il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale, dopo che 7 dipendenti del Gemelli, tra cui 6 medici, sono stati indagati dalla procura di Roma con l'accusa di epidemia colposa e lesioni personali colpose per la vicenda della Tbc diffusasi nel reparto di neonatologia.
«Servono trasparenza e chiarezza - continua Marino - non tanto per una caccia all'untore, ma perché se i protocolli non esistessero, o non venissero applicati, sarebbe molto utile saperlo per correre al più presto ai ripari. Del resto, le indagini della Procura stanno portando alla luce una serie di carenze nei sistemi di screening e sorveglianza infettivologica, che invece sono affrontate dal disegno di legge che ho depositato in Senato insieme a tutto il Pd. Serve soprattutto un moderno sistema di monitoraggio e di comunicazione - conclude - una volta individuato un paziente con la Tbc, deve essere obbligatorio verificare anche l'esito della terapia e notificare i casi di resistenza ai farmaci alle autorità sanitarie regionali e nazionali. Le modifiche che propongo con il disegno di legge servono per adattare le norme sanitarie alle attuali conoscenze scientifiche».

Campidoglio: «Ora più informazione e prevenzione nelle scuole» - «Non entriamo nel merito delle decisioni della Procura della Repubblica, che rispettiamo, anche se dispiace per le persone che sono sotto inchiesta e per il policlinico Gemelli che vanta da decenni, sia in Italia che all'estero, una assistenza sanitaria ed una ricerca scientifica eccellenti». Così in una nota Fernando Aiuti, presidente della Commissione Politiche sanitarie di Roma Capitale, dopo che oggi la procura di Roma con le accuse di epidemia colposa e lesioni colpose ha iscritto sul registro degli indagati 7 persone, nell'ambito dell'inchiesta sulla diffusione del bacillo della Tbc al Policlinico Gemelli.
«I cittadini romani devono mantenere la loro fiducia in questa struttura, come anche nelle istituzioni pubbliche - precisa Aiuti - per tutto quello che ha fatto e continua a fare da anni nella sanità». Per quanto riguarda l'amministrazione capitolina «questa triste vicenda deve servire da stimolo per migliorare l'informazione e supportare la prevenzione, specie nelle scuole di competenza comunale».
Le commissioni Politiche sanitarie e Politiche scolastiche hanno già dato gli indirizzi agli assessori competenti per questa emergenza Tbc e «si auspica che quanto prima vengano presi i provvedimenti concordati riguardanti l'informazione e la prevenzione. Ma la vicenda - conclude Aiuti - dà anche un messaggio al Governo perché, come sostiene il sindaco Alemanno, non si possono fare tagli agli Enti locali che devono assicurare non solo l'assistenza sociale e sanitaria ma spesso devono anche provvedere e farsi carico economico di eventuali emergenze per la tutela della salute dei cittadini. Questo vale sia per i Comuni che per le Regioni e le Provincie».