18 maggio 2024
Aggiornato 14:00
Per il Ministro nessuna emergenza

Tbc, Fazio: «Contattato il 95% dei bimbi nati al Gemelli»

«Regione e Gemelli agito con prontezza ed efficienza. Infermiera ammalata da luglio, non dal 2004». Il Codacons annuncia due class action e un'azione penale. I familiari dei bimbi fra rabbia e preoccupazione

ROMA - «In Italia non esiste una emergenza tubercolosi e voglio rassicurare genitori e famiglie» coinvolti nella vicenda del policlinico Gemelli di Roma sul fatto che «i bambini coinvolti già sottoposti a profilassi non avranno conseguenze da questo evento». Così il ministro della Salute Ferruccio Fazio, rispondendo oggi al question time alla Camera dei Deputati.
Fazio ha ricordato che i bambini coinvolti dall'indagine avviata dalla Asl Roma 3 a seguito della scoperta del caso di tbc polmonare nell'infermiera in servizio al reparto di neonatologia del Gemelli «sono complessivamente 1.708 e a oggi ne sono stati contattati 1.621, il 95%: dei 1.415 già sottoposti al test Quantiferon l'8,6% è risultato positivo, sotto l'indice di bassa incidenza della tbc nei paesi sviluppati. Tutti i bambini positivi al Quantiferon sono stati sottoposti al test della tubercolina con Mantoux e alla radiografia del torace: entrambi i test sono risultati negativi».

«Regione e Gemelli agito con prontezza ed efficienza» - «Premesso che è in corso un'indagine della magistratura» secondo il ministro della Salute Ferruccio Fazio sulla vicenda della tbc al Gemelli «la Asl, la Regione e il policlinico hanno agito con prontezza ed efficienza».
«In letteratura sono descritti solo tre casi simili: uno accaduto negli Usa nel 2003 con 613 pazienti coinvolti, uno in Canada nel 2004 con 2 pazienti e uno in Giappone nel 2006 con 100 pazienti. l'episodio al Gemelli è quindi un evento del tutto nuovo per l'Italia e per l'Europa».
Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha quindi ricordato «quanto ai controlli» sulla vicenda della tbc al Gemelli «il 23 agosto il Ministero della Salute ha inviato una circolare alle Regioni per ribadire e rafforzare le misure di prevenzione e controllo della tbc. Sottolineiamo l'importanza della sorveglianza e dell'applicazione delle linee guida emanate dal Ministero della Salute nel 1998 e aggiornate nel 2009».
«Ora anche a seguito di questi episodi - ha infine annunciato il ministro - stiamo predisponendo un nuovo documento di indirizzo che riguarda in particolare il tema delle strutture sanitarie, compreso il settore di neonatologia. Documento che sarà concordato con le Regioni».

Infermiera ammalata da luglio, non dal 2004 - L'infermiera del Gemelli positiva alla tbc «si è formalmente ammalata il 28 luglio, non dal 2004: la positività al test non significa malattia, ma può avvenire anche in seguito a vaccinazione». È quanto ha sottolineato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, che al question time di oggi alla Camera dei Deputati ha risposto a delle interrogazioni sul caso della tbc al policlinico Gemelli di Roma.

Il Codacons annuncia due class action e un'azione penale - Due class action, un'azione collettiva di risarcimento, tre iniziative amministrative ed una penale. E' quanto il Codacons intende portare avanti a tutela delle famiglie e dei piccoli coinvolti nel caso tbc scoppiato al policlinico Gemelli di Roma. Nel corso di una lunga conferenza stampa, tenutasi al teatro San Genesio di Roma, il presidente dell'Associazione di Consumatori Carlo Rienzi ha parlato ad una platea composta da giornalisti e familiari dei bimbi risultati positivi al test. Per prima cosa «sono state notificate due azioni civili» sotto forma di «class action sia per i bambini positivi che per quelli non positivi». Inoltre è pronta per per essere presentata «un'azione collettiva di tutti i genitori per il risarcimento dei danni».
Parallelamente vanno avanti anche le azioni amministrative: la prossima settimana «verrà presentato un ricorso al Tar contro la Regione Lazio per il risarcimento dei danni prodotti dalla stessa Regione e dal SSN a causa dei mancati o insufficienti controlli».
Resta poi aperto il ricorso, sempre al Tar e contro la Regione Lazio, per la dichiarazione di illeggitimità della commissione d'indagine sanitaria, epidemiologica e amministrativa sul caso e per «estendere i controlli a tutti i bambini nati almeno fino ad un anno e mezzo prima dell'evento.
Infine, sempre sul versante amministrativo, è stata chiesta una diffida a tutte le Asl per conoscere se e quanti controlli periodici hanno effettuato negli ultimi due anni nei reparti - con particolare riguardo a quelli a rischio - anche al fine di imporre controlli continui sulla salute degli operatori.
Da un punto di vista penale, Rienzi ha annunciato che sia «il Codacons, che Articolo 21 e alcuni genitori, sono parti offese nel provvedimento penale in corso presso la Procura di Roma».
Inoltre, sempre oggi, è stato chiesto che, alla Consulenza tecnica d'ufficio disposta dai pm, partecipino anche gli esperti sanitari della Regione. Accanto a questa azione, i legali hanno chiesto «il sequestro di copia degli elenchi dei bambini nati dal giorno in cui l'infermiera ha iniziato a prestare servizio nel reparto neonatale, disponendo che i Nas invitino tutti i genitori dei bimbi nati in questo periodo a fare il test e farlo fare ai propri figli».
Altra questione su cui il Codacons si è soffermato è stata la richiesta alla Magistratura di accertare quanti casi di tbc si sono sono avuti in tutti i reparti del Gemelli nel 2004/2005, con particolare attenzione al reparto in cui l'infermiera prestava servizio. Questo perchè, come spiegato dal marito della donna e riferito dal Codacons, il contagio potrebbe essere avvenuto per il contatto con un paziente malato di tbc nel reparto adulti dove la donna lavorava. Su questo, ha spiegato Rienzi, «abbiamo chiesto alla Procura di verificare» attraverso l'acquisizione delle cartelle di quel periodo.

I familiari dei bimbi fra rabbia e preoccupazione - Sono pronti a dar battaglia i genitori dei bimbi positivi al test sulla tbc dopo lo scoppiare del caso al policlinico Gemelli ad inizio agosto. Alcuni di loro si sono ritrovati questa mattina presso il teatro San Genesio a Roma, dove il Codacons ha illustrato le iniziative che verranno portate avanti a tutela delle famiglie coinvolte. Fra i tanti genitori, numerosi coloro venuti in compagnia dei piccoli figli, regna però anche tanta paura per le condizioni dei figli, anche alla luce dei possibili danni provocati dalle cure. «Oggi, dopo l'incontro, ho più paura perché hanno parlato dei possibili danni neurologici a causa dell'uso di antibiotici» ha spiegato una mamma allarmata dalla notizia di effetti collaterali.
Una situazione particolare, confermata anche da un altro genitore che ha raccontato della telefonata in lacrime con il marito: «Noi viviamo a Palestrina dove c'è un ottimo reparto di neonatologia» ma non quello di rianimazione. Proprio per questo, credendo il Gemelli più indicato «abbiamo scelto questa soluzione perché come mamma preferivo un ospedale di primo livello». Ora «sono tre giorni che facciamo avanti e indietro» ha spiegato la giovane mamma. Ma sono tante le storie di genitori alle prese con questa vicenda. C'è chi ha raccontato di trattamenti non proprio eccellenti da parte dei medici, come una mamma che ha spiegato di essersi sentiamo dire da un medico del reparto: «Ma che pretendi, se vai in autobus la prendi lo stesso la tbc».
Un'altra mamma ha invece raccontato di aver visto prelevare al figlio di 4 mesi 4 provette di sangue, mentre un padre ha parlato di addirittura tre lastre al torace. Infine, emblematico il caso del piccolo nato l'8 dicembre 2010: poiché nato prima del 1 gennaio i medici hanno detto ai genitori che per il test se la sarebbero dovuta cavare da soli ed effettuarlo a pagamento.