5 giugno 2020
Aggiornato 09:00
Consiglio permanente della CEI

CEI: «Non abbiamo partiti da promuovere o organizzare»

Bagnasco il 17/10 a Todi con il «cattolicesimo popolare» per il bene paese

ROMA - «Non abbiamo partiti da promuovere o organizzare»: lo ha precisato il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, che, in una conferenza stampa a conclusione del Consiglio episcopale permanente, ha però caldeggiato uno «sforzo condiviso» del mondo cattolico in questa «fase di transizione».

La Cei, ha detto il vescovo in una conferenza stampa alla sede di Radio Vaticana, non vuole «sostituire nessuno» ma è necessario che «secondo la differenza dei ministeri e delle collocazioni», tutti, «gerarchia, laici e movimenti», lavorino insieme «nella promozione e nella difesa di quel plesso di valori che costituisce il patrimonio della Chiesa cattolica e che costituisce una piattaforma per il bene comune di tutti». Questo patrimonio, ha detto Crociata, va «risvegliato e reinvestito» e va «condiviso anche al di là dei confini ecclesiali e di appartenenza o pratica religiosa». E in questa fase di «crisi economica, di evoluzione sociale convulsa e di evoluzione culturale accelerata, non solo nazionale», e di «eccezionalità della transizione», è necessario, in «continuità con una presenza che si è espressa in varie forme», uno «sforzo condiviso» i cattolici devono essere presenti nella vita pubblica del paese. Crociata ha confermato la presenza del cardinale Angelo Bagnasco al seminario organizzato a Todi il prossimo 17 ottobre da diverse associazioni del mondo cattolico. La sua presenza esprime la «premura» della Cei «per il bene del paese, a partire dal cattolicesimo popolare».

Quanto ai contenuti, la dottrina cattolica, ha detto Crociata, è un «plesso di valori, non un vestito stagionale che si mette secondo le mode o le atmosfere di giornata» e i suoi cardini sono «l'etica della vita e l'etica sociale, strettamente correlate e strutturate gerarchicamente».

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