21 maggio 2024
Aggiornato 06:00
Consiglio permante della CEI

La CEI rassicura il Pdl, ma il cantiere della «cosa bianca» procede

Monsignor Crociata: «Notoriamente non facciamo né mandiamo a casa i governi». Confermata la presenza del cardinale Angelo Bagnasco al seminario organizzato a Todi

ROMA - Nessuna frenata, nessuna marcia indietro, ma la Conferenza episcopale italiana rassicura la maggioranza di Governo che il cardinale Angelo Bagnasco non ha voluto dare la «spallata» al Governo con la prolusione di apertura del Consiglio episcopale permanente pronunciata lunedì scorso. Quanto alla «cosa bianca», i vescovi non vogliono fondare un partito, ma Bagnasco parteciperà a Todi al convegno di movimenti, associazioni e banchieri che si svolgerà il 17 ottobre.

«A scanso di equivoci la Cei, notoriamente, non fa i governi e nemmeno li manda a casa», ha detto il segretario generale della Conferenza episcopale, monsignor Mariano Crociata, nella tradizionale conferenza stampa che conclude i lavori del 'parlamentino' dei vescovi italiani. Il numero due della Cei rispondeva alla domanda di un cronista circa l'appello formulato dal presidente delle Acli Andrea Olivero che, dopo la prolusione di Bagnasco, ha invitato Berlusconi alle dimissioni. «Ognuno - ha detto Crociata - ha la responsabilità di formulare nel dibattito le proprie legittime valutazioni, ma noi non entriamo in questi aspetti di dinamica del mondo politico. Attribuire intenzioni del genere alla prolusione è del tutto fuori luogo».

Il Pdl ha immediatamente incassato il messaggio con una nota di Gaetano Quagliariello, vicepresidente del Senato, che, pochi minuti dopo la conferenza stampa, diffondeva un comunicato col quale sottolineava che le parole di Crociata «non solo chiariscono il senso della prolusione del cardinale Bagnasco mettendo fine alle tante indebite speculazioni di questi giorni, ma soprattutto mettono in mora tanti laicisti evidenziandone le contraddizioni e l'ipocrisia». Il partito di Berlusconi, in realtà, si era mosso fin da ieri, con una lettera pubblicata oggi a pagina due dal giornale dei vescovi Avvenire con la quale nove 'big' del cattolicesimo targato Pdl - Formigoni, Lupi, Mauro, Sacconi, Roccella, Gasparri, Mantovano, Calabrò e lo stesso Quagliariello - ammettevano che «alcuni comportamenti personali» sono «sottoposti al giudizio pubblico», ma contrattaccavano rigettando i «giudizi violenti e definitivi» di «altre cattedre», ossia quelle di sinistra, che «continuano a giudicare la Chiesa a seconda della convenienza politica». Gli stessi firmatari, nel pomeriggio, diffondono una nota con la quale sottolineano che le parole di Crociata «fanno evidentemente piazza pulita delle letture strumentali, politiche e unidirezionali date in questi giorni alla prolusione del cardinale Bagnasco».

Crociata, in realtà, non ammorbidisce il giudizio di Bagnasco, né lo fanno i vescovi del Consiglio permanente. Che, nel comunicato finale, esprimono «preoccupazione per la situazione in cui versa il Paese», denunciano il «deterioramento del senso civico e della vita pubblica», mettono in guardia «dall'incidenza che la questione morale ha sull'educazione e sulla cultura del Paese». Quanto alla crisi, che colpisce soprattutto le famiglie, «servono provvedimenti economici che non aggravino questa situazione», ha chiosato monsignor Crociata. Che, soprattutto, conferma un dettaglio non indifferente sulla prolusione di Bagnasco: «Di prassi, e anche questa volta, il cardinale presidente parla previamente e personalmente con il Santo Padre». L'affondo, insomma, ha avuto l'avallo di Benedetto XVI in persona. E il giorno dopo l'apertura dei lavori del consiglio permanente Bagnasco, intervenuto all'ambasciata italiana presso la Santa Sede per una cerimonia sui 150 anni dell'unità d'Italia, non aveva mancato di tornare sul tema degli «stili di vita».

Crociata precisa anche i contorni di un nuovo soggetto politico cattolico. «Non abbiamo partiti da promuovere o organizzare», afferma. E del resto anche Bagnasco nella prolusione si era limitato a prevedere «la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica». Il segretario generale della Cei ha ricordato il «patrimonio di valori» della Chiesa, che va «risvegliato e reinvestito» e va «condiviso anche al di là dei confini ecclesiali e di appartenenza o pratica religiosa». E in questa fase di «eccezionalità della transizione» è necessario, in «continuità con una presenza che si è espressa in varie forme», uno «sforzo condiviso» i cattolici devono essere presenti nella vita pubblica del paese.

Crociata ha confermato la presenza del cardinale Angelo Bagnasco al seminario organizzato a Todi il prossimo 17 ottobre da diverse associazioni del mondo cattolico. La sua presenza esprime la «premura» della Cei «per il bene del paese, a partire dal cattolicesimo popolare». Un evento che verrà aperto da Bagnasco e chiuso dal leader Cisl Raffaele Bonanni, neocatecumenale. Il programma ancora non è stato pubblicato, ma dovrebbero intervenire anche il sociologo Giuseppe De Rita, il rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi, Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo, oltre ai leader di diversi movimenti cattolici (Scholz per la Cdo-Cl, Marino per Confcooperative, Costalli per l'Mcl, Marini per Coldiretti, Guerrini per Confartigianato, Olivero per le Acli). E' prevista la presenza in platea anche di diversi altri banchieri: Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit, Alessando Azzi, presidente di Federcasse, Giuseppe Guzzetti, storico presidente della Fondazione Cariplo. L'evento è organizzato dal Forum delle persone e delle associazioni cattoliche, di cui è portavoce Natale Forlani, uomo vicino al ministro Maurizio Sacconi. Una sigla con compiti più «operativi» di Retinopera, la rete sociale creata dal cardinale Camillo Ruini, che continua, però, nel suo impegno di riflessione. A scegliere la sede dell'incontro sarebbe stato lo stesso Bagnasco dopo aver scartato l'idea iniziale di Camaldoli, che avrebbe evocato la rinascita della Dc perché lì si tenne il convegno economico che dette forma al programma economico della 'balena bianca'. Niente nostalgie di passato, ma la galassia cattolica è in movimento con la benedizione dei vescovi.