21 maggio 2024
Aggiornato 06:00
Legge elettorale

Prodi: «Difficile fare una riforma, ok al referendum»

L'ex Premier del centrosinistra: «Porcellum ha ferito il paese e le istituzioni»

ROMA - «Quando, nel 2005 fu approvata la legge Calderoli, a tutti nota come legge porcellum, eravamo in campagna elettorale per rinnovare Parlamento e governo. Comprendemmo subito che era stata pensata per impedire la nostra vittoria. Era stata fatta contro una parte politica e approvata a colpi di maggioranza. Chi ne volesse oggi fare un bilancio vero, sarebbe costretto ad ammettere che ha colpito soprattutto il Paese e le sue istituzioni. Tutto il Paese». Romano Prodi interviene nel dibattito sulla legge elettorale con un corsivo che sarà pubblicato nel numero di domani di «Europa».

«Le ha ferite nell'autorevolezza e nella legittimità agli occhi dei cittadini - ricorda l'ex premier - che non si sentono rappresentati da un Parlamento di nominati. Le donne e gli uomini del nostro Paese hanno diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, hanno diritto a una relazione vera e diretta con chi rappresenta gli interessi del territorio in cui vivono e operano. Nei giorni scorsi, quando ho sottoscritto a Bologna i quesiti referendari per l'abrogazione della legge elettorale vigente e per il ripristino di quella precedente, a sua volta preceduta da un referendum che con un consenso di oltre l'82% dei voti e un'affluenza del 77% aveva portato all'abrogazione della normativa elettorale proporzionale, ho detto che è tempo di restituire ai cittadini italiani il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento».