27 febbraio 2024
Aggiornato 22:30
Riforme istituzionali | Legge elettorale

Legge elettorale: summit PD-Terzo polo, paletti sul premio di maggioranza

Il confronto è avviato, anche se quanto accadrà al governo Monti determinerà l'esito della trattativa. Incontro Bocchino-Violante, si pensa a soglia al 40-45%. Turco (Radicali): Prima la Democrazia interna ai partiti

ROMA - Il confronto è avviato, anche se quanto accadrà al governo Monti determinerà l'esito della trattativa. E' la partita sulle elettorale, una trattativa che va avanti sottotraccia, senza sosta. Negli ultimi giorni, in particolare, si registrano colloqui riservati tra Terzo Polo e Pd. Uno di questi faccia a faccia si è tenuto pochi giorni fa, secondo quanto si apprende, fra il democratico Luciano Violante e il finiano Italo Bocchino, due dei tecnici che seguono il dossier sulla legge elettorale. Il risultato del confronto avrebbe prodotto delle linee guida di cui sarebbe stato messo a conoscenza anche il vertice del Pdl.

Sbarramento al 40%-45% dei voti - In sintesi, Bocchino e Violante avrebbero considerato praticabile la strada di una legge elettorale che affianchi a una quota di seggi distribuiti con l'uninominale una percentuale di scranni assegnati in modo proporzionale, con una lista bloccata. Un sistema simile al Mattarellum, ma con quote diverse dal 75-25 previsto per quel sistema elettorale.
Ma la novità più significativa sarebbe quella immaginata per il premio di maggioranza: Pd e Terzo polo starebbero valutando la possibilità di consentire l'accesso al premio solo nel caso in cui un partito o una coalizione riesca a superare una soglia, uno «sbarramento» che potrebbe essere fissato al 40%, forse al 45% dei voti.
L'effetto pratico è abbastanza chiaro: sulla carta si mantiene il premio di maggioranza, garanzia fra le migliori per un sistema bipolare. Ma nel contempo si rende molto difficile poterlo raggiungere, in modo da consentire la sopravvivenza politica anche di un polo terzo. Favorendo in questo modo, secondo i più maliziosi, anche ipotesi di larghe intese in Parlamento.

Turco (Radicali): Prima la Democrazia interna ai partiti - «Prima della necessaria ed urgente riforma elettorale è indispensabile adottare una legge applicativa dell'articolo 49 della Costituzione sulla democrazia interna ai partiti». Lo dichiara in una nota Maurizio Turco, deputato radicale eletto nel Pd, membro della Commissione Affari costituzionali della Camera.
«La discussione - prosegue - è già stata iniziata in Commissione affari costituzionali dove ci sono proposte da parte di tutti i gruppi politici. Bisogna chiudere questa discussione velocemente ma senza fretta come regolamentare la democrazia interna ai partiti, decidere sui rimborsi elettorali, le fondazioni politiche e quindi approvare una legge che tagli la testa alle oligarchie e restituisca il potere agli iscritti. Un minuto dopo passiamo a discutere della riforma elettorale. Leggi che chiediamo siano discusse ampiamente in aula e non in sede legislativa nel chiuso delle commissioni».