31 marzo 2020
Aggiornato 03:30
Milano 2011 | Test nazionale

La fortezza del centrodestra sotto attacco

Finale velenoso tra la Moratti e Pisapia. Terzo Polo e grillini decisivi

MILANO - Dopo mesi contrassegnati da un insolito fair play tra i candidati sindaco, l'inizialmente sonnolenta campagna elettorale per le elezioni comunali di Milano ha subìto una svolta il 17 aprile, quando Silvio Berlusconi ha preso in mano la pratica: «E' un test nazionale» ha detto dal palco del teatro Nuovo, e da quel momento il confronto si è trasformato in una sorta di referendum sul Governo, sulla giustizia e sulle inchieste della Procura di Milano che riguardano il premier. Un cambio di registro che ha dato sicuramente una spinta a Letizia Moratti, sindaco uscente e ricandidata per il centrodestra, ma che l'ha anche indotta a sferrare un colpo basso allo sfidante di centrosinistra, Giuliano Pisapia: «Io sono una moderata, lui nel 1977 fu condannato per furto di un'auto usata per il pestaggio di un giovane» ha detto a quattro giorni dal voto. Un rilievo rivelatosi falso dal momento che anni dopo il penalista era stato assolto con formula piena e che ha portato Pisapia ad annunciare querela per diffamazione aggravata.

Un episodio che è difficile capire quanti voti potrà spostare, ma che sicuramente ha messo a nudo la strategia comunicativa di entrambi i fronti. Da una parte Moratti che si è difesa dicendo di avere solo voluto sottolineare «politicamente» che in quegli anni il suo avversario «frequentava terroristi». Dall'altra il vendoliano Pisapia che ha voluto sfruttare fino in fondo lo scivolone del sindaco uscente per accreditarsi come candidato credibile anche per l'elettorato centrista. Un obiettivo sul quale ha puntato tutta la sua campagna elettorale a partire dallo slogan stampato sui manifesti, la «Forza gentile», ispirato alla «Forza tranquilla» che portò Francois Mitterand all'Eliseo nel 1981. Chi rischia di rimanere stritolato è invece il candidato del terzo polo, il finiano Manfredi Palmeri, che sarebbe comunque l'ago della bilancia in un eventuale ballottaggio. In quel caso però sarebbero decisivi anche i voti dei grillini che escludono un appoggio a Pisapia e che al primo turno puntano sul ventenne Mattia Calise.

«Dobbiamo assolutamente vincere al primo turno» contro la «sinistra eversiva» e «i pm di sinistra» che sono «un cancro per la democrazia» ribadisce Berlusconi da settimane. Un'impostazione che ha irritato gli alleati leghisti, i quali hanno apertamente invitato il premier a occuparsi di temi concreti e locali come sicurezza, immigrati, rom e moschee. Alla chiusura della campagna elettorale, comunque, Letizia Moratti è salita sul palco del Carroccio e ha gridato «Viva la Lega, viva Umberto Bossi», e il leader leghista, da parte sua, ha ribadito il sostegno al sindaco uscente e ha pure baciato la Moratti.

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