27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Maturità 2010

E' la volta del «quizzone»

Ogni commissione ha preparato quesiti su 5 materie del quinto anno non trattate durante i primi due scritti

ROMA - Dopo 24 ore di pausa tornano domani sui banchi gli oltre 500mila studenti che stanno svolgendo gli esami di maturità per lo svolgimento della terza verifica scritta in quattro giorni: i quesiti, preparati da ognuna delle 14mila commissioni sparse per l'Italia, consistono in una serie di domande su cinque delle discipline affrontate durante il quinto anno ma sinora non trattate durante i primi due scritti.

Ogni verifica è stata impostata sulla base delle indicazioni contenute nel «Documento di classe», realizzato per legge entro il 15 maggio dai professori del quinto anno. Adottata ormai da undici anni consecutivi (fu introdotta nel 1999 dopo l'introduzione di un decreto ministeriale ad hoc, datato luglio 1998), la terza prova può contenere diverse tipologie di domande: l'unico vincolo è che non possono riguardare più di cinque discipline.

I temi del cosiddetto «quizzone» sono diversi: vanno dalla trattazione sintetica di argomenti (non più di cinque), ai quesiti a risposta singola (da dieci a quindici), fino a quelli (forse più comuni) a risposta multipla (da trenta a quaranta). I commissari possono però anche proporre problemi scientifici a soluzione rapida, tali cioè da non richiedere calcoli complessi (al massimo due), casi pratici e professionali (anche questi non oltre due) oppure lo sviluppo di un vero e proprio progetto.

Ogni commissione ha comunque l'obbligo di dedicare «un breve spazio - spiega la normativa - destinato all'accertamento della conoscenza della lingua o delle lingue straniere comprese nel piano di studi dell'ultimo anno»: si tratta di un'esposizione sintetica in lingua o, in alternativa, una risposta breve su uno degli argomenti o uno dei quesiti, a scelta del candidato, sempre fra quelli proposti dalla commissione nell'ambito delle varie tipologie.

Per la composizione della terza prova scritta, che il ministro Gelmini ha annunciato di voler sostituire con una verifica standard nazionale preparata dall'Invalsi, come accade già alle media, negli ultimi anni la metà delle commissioni d'esame ha preferito di gran lunga far svolgere quesiti a risposta libera: circa il 20% ha optato per le domande a tipologia mista. I quesiti a scelta multipla, i cosiddetti test sono stati scelti dal 15%; quasi la stessa preferenza che presidenti e commissari hanno dato alla trattazione sintetica di argomenti.

Già da domani pomeriggio i docenti si metteranno all'opera per la consueta verifica delle operazioni di correzione degli scritti. Dalla prossima settimana si passerà poi agli esami orali, che vedranno comunque protagonisti non più di cinque candidati al giorno per ognuna delle 28mila classi impegnate in questa tornata di esami di Stato.