7 giugno 2020
Aggiornato 03:00
Celebrazioni

Unità d'Italia, Bossi: ricorrenza inutile

Leader Lega: «Ci vado se mi chiama il Colle». Bossi sogna di arrivare all'anniversario dell'unificazione «con il federalismo fatto»

ROMA - «Le celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia mi sembrano le solite cose inutili, un po' retoriche. Non so se ci andrò, devo ancora decidere. Ma se dovesse chiamarmi Napolitano...». Lo sostiene il leader della Lega Umberto Bossi, intervistato da Repubblica.

Bossi sogna di arrivare all'anniversario dell'unificazione «con il federalismo fatto», un passo che per il leader leghista rappresenterebbe «il mantenimento della promessa di Cavour e disattesa dal re», il tassello mancante per «il vero compimento della storia» nazionale nonché l'unico modo per «raddrizzare» il Paese ed evitare di farlo finire come la Grecia: «Un po' di regole farebbero bene a tutti, il Nord smetterebbe di pagare e il Sud di buttare via i soldi». Eppure Bossi lascia uno spiraglio alla sua presenza ai festeggiamenti: «Il presidente Napolitano mi è sempre stato simpatico».

A chi gli chiede se sarà alle celebrazioni, Bossi replica: «Vedremo, ma la mia speranza è di arrivarci con il federalismo fatto, che sia legge e diventi finalmente realtà. Se ci pensa bene questo è l'unico pezzo che manca al compimento della vera storia del nostro Paese». Ora è il momento del federalismo, prosegue, «non perderemo questa occasione per raddrizzare il Paese: se andiamo avanti di questo passo avremo troppi sindaci e troppi presidenti di regione che buttano via i soldi. Non si può continuare così perché con questo andazzo rischiamo di finire male, come un'altra Grecia ma di grandi dimensioni e con esiti disastrosi per tutti».

Quanto ai festeggiamenti per l'unità d'Italia, sottolinea il leader della Lega, «bisognerebbe scrivere bene la storia, dire la verità. stata troppo semplificata mentre invece la storia è una partita doppia. Da una parte c'è il popolo, dall'altra c'è la classe dirigente dominante; da una parte c'è chi spende, dall'altra c'è chi paga». Ma lei alla fine alle celebrazioni ufficiali ci andrà? «Per la verità non ci ho ancora pensato. A naso mi sembrano le solite cose un po' inutili e un po' retoriche, ma devo ancora vedere e capire». Sempre che non sia Napolitano a 'chiamare': «Beh, se Napolitano mi chiama... lo sa che il presidente mi è sempre stato simpatico».

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