7 giugno 2020
Aggiornato 02:30
Dopo le polime

Unità d'Italia, Napolitano apre celebrazioni a Genova

La Lega ligure: «Saremo a Quarto ma non per dire 'che bello'»

GENOVA - Non poteva cadere in un momento più tormentato la visita a Genova del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l'apertura delle celebrazioni del 150 esimo anniversario dell'Unità d'Italia. Il Capo dello Stato arriva questa mattina nella città ligure a poche ore di distanza dall'affondo del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli per il quale celebrare questa ricorrenza «ha poco senso».

La Lega Nord viene subito isolata dalla stessa maggioranza di governo, contro il Carroccio si leva perfino la voce della Cei ma l'incidente resta. E in Liguria, dove il centrosinistra è predominante, la Lega che esprime, oltre a parlamentari e a un sottosegretario, tre consiglieri regionali e vari amministratori locali, i distinguo si sentono tutti. «Qualcuno della Lega dovrebbe essere anche alla cerimonia a Quarto con il presidente Napolitano - spiega il coordinatore regionale del partito Francesco Bruzzone - ma non siamo lì per dire 'che bello, che bello'. Ricordiamo pure la storia ma per dire che il Paese va cambiato. Con le riforme».

Al di là della piena ed equilibrata realizzazione del federalismo che Napolitano ha chiaramente appoggiato come una delle chiavi per modernizzare il Paese - incassando non più tardi di un mese fa il plauso di tutto l'estabilishment della Lega nella sua visita a Verona - il Capo dello Stato vede nella tutela dell'unità del Paese una delle sue principali 'mission'. E' chiaro, quindi, che parlare di federalismo per 'annullare' in qualche modo il significato delle celebrazioni del 150 esimo non è cosa che il presidente possa accettare. Tra l'altro Napolitano ha sempre auspicato che le celebrazioni fossero «momenti di larghissima condivisione, anche popolare» per riflettere «sul nostro impegno per l'unità nazionale», vera «stella polare dello sviluppo dell'Italia».

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